PERICOLO DI CARTELLO

Cartello sui prezzi dei camion: anche l’Abruzzo si mobilita con la class action

A luglio la sanzione da 3 miliardi di euro a note case costruttrici

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Cartello sui prezzi dei camion: anche l’Abruzzo si mobilita con la class action


PESCARA. Si misero d’accordo per mantenere alto il prezzo dei veicoli per cui chi ha comprato potrebbe aver pagato somme illecitamente richieste.

Per questo è partita in tutta Italia  un'azione legale contro "il cartello delle case costruttrici di camion" recentemente sanzionate dalla Commissione Europea con una multa record di quasi 3 miliardi di euro.

Anche la Cna Abruzzo aderisce all'iniziativa promossa a livello nazionale da Cna-Fita, l'associazione delle imprese del settore dell'autotrasporto, nei confronti di un gruppo di aziende: DAF, Daimler/Mercedes-Benz, Iveco, MAN/Volkswagen, Volvo/Renault e Scania. "L'azione collettiva - spiega una nota della stessa associazione nazionale - e' aperta a tutti gli autotrasportatori che hanno acquistato, preso in leasing o noleggiato a lungo termine camion di medie (da 6 a 16 tonnellate) o grandi dimensioni (oltre 16 tonnellate) di queste marche, immatricolati tra il 1997 e il 2011".

«L'iniziativa - spiega ancora la nota - ha come obiettivo facilitare l'accesso alla giustizia delle piccole e medie aziende ed in particolare di quelle artigiane, che potrebbero non avere le competenze o le risorse per agire individualmente in un giudizio complesso per il risarcimento dei danni derivanti dalla violazione delle norme antitrust. L'azione collettiva non sara' una class-action propriamente detta, in quanto nel nostro ordinamento questo strumento e' ancora solo a disposizione dei consumatori e non degli imprenditori, ma sara' instaurato un giudizio per tutelare collettivamente l'interesse degli autotrasportatori e far ottenere a ciascuno di essi il danno effettivamente subito. L'ordinamento comunitario riconosce il diritto al risarcimento danni per violazione del diritto della concorrenza". Le adesioni, da parte delle imprese interessate, sono possibili fino al 31 ottobre prossimo nelle sedi territoriali della stessa Cna Fita in Abruzzo, i cui associati possono partecipare all'azione collettiva senza alcun costo anticipato.


LA SANZIONE CLAMOROSA


Le accuse parlano di violazione della normativa Ue antitrust.

Per 14 anni i costruttori di autocarri hanno stretto accordi collusivi in materia di prezzi degli autocarri e sul trasferimento ai clienti dei costi per conformarsi a norme più rigorose in materia di emissioni. Lo ha accertato la Commissione europea, comminando un'ammenda record di 2.926.499.000 euro.

MAN (Gruppo Volkswagen) è riuscita a evitare la sanzione in quanto ha rivelato alla Commissione l'esistenza del cartello; tutti i costruttori citati hanno riconosciuto gli addebiti e hanno convenuto di regolare la controversia.

Il Gruppo Daimler, che produce in Europa i camion Mercedes-Benz, dovrà pagare una multa di 1.008.766.000 euro: seguono Daf Trucks, con una sanzione di 752.679.000; Volvo Trucks e Renault Trucks, considerati insieme, con 670.448.000 euro e Iveco, con "soli" 494.606.000 euro. Sempre in virtù della comunicazione della Commissione sul trattamento favorevole del 2006, le imprese Volvo/Renault, Daimler e Iveco hanno ottenuto riduzioni dell'ammenda.

La decisione fa riferimento in particolare al mercato della costruzione di autocarri medi (di peso compreso tra 6 e 16 tonnellate) e pesanti (di peso superiore a 16 tonnellate). L'inchiesta della Commissione ha rivelato che MAN, Volvo/Renault, Daimler, Iveco e DAF avevano costituito un cartello in relazione:

- al coordinamento dei prezzi dei "listini all'ingrosso" degli autocarri medi e pesanti nello Spazio economico europeo (SEE). I prezzi del "listino all'ingrosso" si riferiscono ai prezzi di fabbrica degli autocarri fissati da ciascun costruttore. In generale i prezzi di listino all'ingrosso costituiscono la base per la fissazione dei prezzi nell'industria degli autocarri. Il prezzo finale pagato dagli acquirenti si basa poi su ulteriori adeguamenti, apportati a livello nazionale e locale, dei prezzi di listino all'ingrosso;

- alla tempistica di introduzione delle tecnologie di riduzione delle emissioni per autocarri medi e pesanti al fine di renderli conformi alle sempre più rigorose norme europee sulle emissioni (da Euro III fino a Euro VI attualmente in vigore);

- al trasferimento ai clienti dei costi delle tecnologie di riduzione delle emissioni necessarie per conformarsi alle sempre più rigorose norme europee sulle emissioni (da Euro III fino a Euro VI attualmente in vigore).

Le violazioni, che hanno interessato tutto lo Spazio economico europeo, sono durate 14 anni, dal 1997 al 2011, anno in cui la Commissione ha effettuato ispezioni senza preavviso presso le imprese. Tra il 1997 e il 2004 le imprese hanno tenuto riunioni a livello di alti dirigenti, talvolta al margine di fiere o eventi di altro tipo, e hanno intrattenuto contatti telefonici. A partire dal 2004 il cartello si è organizzato attorno alle affiliate tedesche dei costruttori di autocarri e i contatti sono avvenuti per lo più per via elettronica.