LO SCIOPERO

Operaio travolto e ucciso: sciopero Fiom in Sevel

Martedì stop nel corso dei tre turni

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Operaio travolto e ucciso: sciopero Fiom in Sevel

ATESSA. «Il valore della vita non può essere surclassato dalle logiche del profitto e della produttività».

Con queste motivazioni la Fiom provinciale e regionale e la rsa della Sevel hanno indetto per lunedì 19 settembre uno sciopero alla Sevel per solidarietà alla morte di Abdesselem El Danaf, operaio immigrato, padre di cinque figli, travolto e ucciso a Piacenza da un tir mentre lottava per i propri diritti durante un picchetto sindacale che si teneva dinanzi a un'azienda di logistica, posto dove lavorava dal 2003.

La Fiom ritiene utile protestare con un atto di lotta sindacale contro l'accaduto e lo farà in Sevel dichiarando uno sciopero sull'intera giornata di lunedì.

Le modalità sono le seguenti: primo turno e centrale, dalle ore 9,30 alle 10,30; secondo turno dalle 16 alle 17 e terzo turno ultima ora lavorativa, ricadente sul giorno di martedì.

«L'episodio di Piacenza», spiega Davide Labbrozzi della Fiom, «è umanamente terribile e sindacalmente gravissimo. La vittima è stata schiacciata dall'autista di un camion che, secondo alcuni testimoni, sarebbe stato incitato da rappresentanti dell'azienda a forzare il picchetto che aveva bloccato i cancelli».

Lo sciopero era stato indetto per difendere i diritti dei lavoratori sanciti in alcuni accordi sindacali che l'azienda non stava rispettando.

«L'uccisione di Abdesselem El Danaf», continua Labrrozzi, «avviene in un momento in cui il diritto di sciopero viene messo in discussione, anche da parte delle autorità pubbliche e dallo stesso Governo, e si verifica in un clima in cui il lavoro, i suoi diritti e le sue condizioni sono ridotti a una variabile dipendente degli interessi dell'impresa e della finanza. Quotidianamente», aggiunge Fiom, «assistiamo a un costante degrado delle condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori con un sistema di appalti, sub-appalti e false cooperative che determina condizioni di sotto salario e lavoro precario privo di tutele in cui proliferano le prestazioni illegali e il mercato delle braccia che ha come prime vittime i lavoratori immigrati. Nel denunciare questa situazione, di fronte a ciò che è successo la scorsa notte a Piacenza, esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza alla famiglia di Abdesselem El Danaf e ai suoi compagni di lavoro».