LA SENTENZA

Interessi illegittimi, maxi pignoramento da 4,2 milioni alla Bnl di Teramo

Imprenditore Teramano vince in primo grado e la banca paga

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Interessi illegittimi, maxi pignoramento da 4,2 milioni alla Bnl di Teramo

Baccile Sos Utenti

TERAMO. Un pignoramento di 4,2 milioni di euro è stato eseguito mercoledì scorso alla filiale di Teramo della Bnl.

L’ufficiale giudiziario, insieme all’avvocato Emanuele Argento di Sos Utenti di Ortona, si sono fatti consegnare dall’Istituto di credito ben 25 assegni circolari avendo in mano una sentenza di primo grado, immediatamente esecutiva, che dava ragione ad un imprenditore di Teramo.

La vicenda è partita nel 2009 quando l’industriale abruzzese si è rivolto all’avvocato Argento, delegato e membro permanente del laboratorio giurimetrico dell’associazione Sos Utenti, per opporsi alle richieste della banca che chiedeva la restituzione di 1,7 milioni di euro illegittimamente addebitate nel corso degli anni sui conti correnti dell’imprenditore.

Dopo due perizie giurimetriche si è scoperto non solo che il cliente non doveva alcuna restituzione all’istituto di credito ma che la banca stessa doveva all’imprenditore oltre 3 milioni di euro, così è partito il contrattacco.


LA SENTENZA

Dopo 7 anni di causa il Tribunale di Teramo con due distinte sentenze ha accertato che la banca non aveva nessun credito bensì era debitrice di 2.208.914,22 verso una società e 956.828,10 verso un’altra società dello stesso imprenditore. Ben 3,1 milioni ai quali bisogna pure aggiungere gli interessi legali dal 2009 ad oggi più le spese legali e di pignoramento e si arriva alla cifra complessiva di 4,2 milioni di euro.

«Tutti i tassi d’interesse (ultralegali, anatocistici, usurari, commissioni di massimo scoperto, valute e spese) richiesti ed applicati dalla banca sono in realtà indeterminati in quanto mai concordati tra le parti e pienamente contestabili da parte opponente», scrive il giudice Carla Fazzini.


LA BANCA NON PAGA

La Banca però non ha pagato nonostante una condanna di primo grado esecutiva ma ha presentato appello contro la sentenza, come suo diritto, insieme ad una richiesta di sospensione dell’esecuzione, ovvero del pagamento.

L’avvocato Emanuele Argento, delegato Sos Utenti, due giorni fa si è recato presso la sede di Teramo dell’istituto di credito insieme all’ufficiale giudiziario pignorando ben 4,2 milioni di euro in assegni circolari che la direzione della banca ha dovuto consegnare.

Dopo una breve trattativa e telefonate di fuoco con le sedi di Roma e Parigi il direttore ha consegnato gli assegni circolari evitando i sigilli alla cassaforte: 20 assegni da 200 mila euro l’uno (totale 4 milioni) più altri 4 di cifra inferiore (da 112 mila a 36 mila euro).

Il denaro è adesso nelle mani dell’ufficiale giudiziario in attesa di transitare nelle casse dell’imprenditore-vittima dopo l’eventuale decisione sulla sospensione dell’esecuzione.

Sos utenti, che negli ultimi 15 anni ha incardinato oltre 200 mila causa tra clienti e banche, è ottimista e sostiene che la sentenza di primo grado reggerà in appello.

«Purtroppo», spiega Gennaro Baccile, presidente onorario dell’associazione che ha sede ad Ortona, «proprio verso le banche, altri utenti difesi dalla Equipe Giurimetrrica dell’associazione da anni stanno aspettando di essere rimborsati per centinaia di migliaia di euro bloccati con i ricorsi e sospensioni dei pagamenti, nonostante, come in un altro caso sempre a Teramo, il cliente sia benestante e meno rischioso delle stesse Banche».

«Dopo le note vicende che hanno visto fallire ben 4 banche, tra le quali la Carichieti, e dopo che molte altre (anche abruzzesi) sono state salvate per il rotto della cuffia, dopo anni di commissariamento, non regge più la motivazione sull’invocata sospensiva da parte delle Banche. Soprattutto quando il cliente è benestante e caratterizzato da ottimo rating creditizio come il caso dell’industriale Teramano che nel corso delle due Cause ha prontamente pagato alla Banca quanto illegittimamente richiesto con i due decreti Ingiuntivi per 1,3 milioni di euro. Semmai», continua Baccile, «nel corso degli anni di attesa delle decisioni definitive potrebbero essere le Banche a subire involuzioni e crisi come la recente storia insegna».


MAGGIO MESE NERO PER BNL

E maggio è stato decisamente un mese nero per Bln. Baccile racconta infatti che, sempre con la difesa dell’avvocato Argento nei giorni scorsi, si è ottenuta un’altra condanna a carico della stessa Banca dal Tribunale di Roma a pagare ben 362.759 euro più interessi legali e spese legali dopo che la Procura di Salerno lo scorso Febbraio 2016 ha chiesto il rinvio a Giudizio per Usura del presidente Luigi Abete e numerosi altri esponenti di Vertice come Fabio Gallia (amministratore Delegato della Cassa Depositi e Prestiti) basato su un complesso lavoro probatorio di applicazione di Interessi usurari a carico di un imprenditore Salernitano.

«Ci si deve chiedere», continua Baccile «come mai i vertici, i banchieri che quotidianamente subiscono in Abruzzo e tutta Italia sonore condanne e, sempre più frequentemente, rinvii a giudizio per usura, continuano a guidare il sistema del Credito annebbiando l’informazione nazionale che su questi odiosi reati e gravissimi fatti tacciono».

Alessandra Lotti