SALVATI O AFFOSSATI?

Arriva decreto risarcimento vittime salva banche: probabile il “doppio binario”

Stasera la firma del Consiglio dei ministri

Redazione Pdn

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Arriva decreto risarcimento vittime salva banche: probabile il “doppio binario”

Matteo Renzi

 

 

 

ROMA. L'attesa degli obbligazionisti delle 4 banche finalmente è finita. Arriva infatti sul tavolo del Consiglio dei ministri, convocato per oggi venerdì 29 aprile 2016 nel tardo pomeriggio, il decreto che regolerà i meccanismi di ristoro per i risparmiatori di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti, che hanno visto i loro risparmi andare in fumo con il salvataggio di novembre degli istituti.

I criteri per i rimborsi sono attesi ormai da cinque mesi dalle "vittime del salva-banche" che venerdì mattina, a poche ore dal Cdm, saranno nuovamente a protestare, questa volta a Pisa, dove si svolgerà un evento cui si collegherà in diretta video il premier Matteo Renzi.

Se sarà confermato il 'doppio binario' per gli indennizzi, parte automatici e parte attraverso l'arbitrato, la maggior parte degli oltre diecimila che avevano obbligazioni subordinate delle 4 banche potrà rivedere parte dei propri investimenti per la via più semplice, e più rapida, senza dover dimostrare davanti all'arbitro di non aver ricevuto adeguata informazione sui prodotti finanziari acquistati.

Sarebbero, infatti, poco meno di duemila i risparmiatori che hanno sottoscritto bond subordinati (per circa 60 milioni) dopo la data 'spartiacque' del 1 agosto 2013, quando cioè è scattata la regola europea del 'burden sharing' - cioè della condivisione del rischio da parte di azionisti e investitori in caso di crisi bancaria - seguito poi dal bail in (in vigore in Italia dal 2016).

Una scelta, quella di agosto, che consentirebbe di non incorrere nel rischio di 'bacchettate' europee, visto che quelle regole prima non esistevano e quindi, è il ragionamento, si presume che più difficilmente i detentori di quei titoli potessero essere informati di rischi che sono aumentati solo dopo quella data.

La questione, comunque, sarebbe ancora oggetto di approfondimenti e l'ultima parola sarà probabilmente pronunciata solo con la riunione del governo.

Ci sarebbero, infatti, alcuni dubbi anche sulla tenuta dal punto di vista della costituzionalità di questa misura.

 

«DOPPIO BINARIO DISCRIMINATORIO»

Una delle ipotesi in campo sarebbe anche quella di archiviare gli arbitrati e introdurre solo dei paletti di reddito ed entità dell'investimento.

I consumatori intanto non esitano a definire già «discriminatorio» il doppio binario, perché «alcuni obbligazionisti potrebbero essere rimborsati subito e altri dovrebbero sottostare alla trafila dell'arbitrato», mentre «il danno per i risparmiatori è esattamente lo stesso, indipendentemente dalla data di acquisto delle obbligazioni».

 Ancora si stanno limando anche le misure del secondo pilastro del provvedimento, l'accelerazione del recupero crediti: si tratta di definire quali norme far transitare nel decreto anticipandole rispetto alle deleghe di riforma del diritto fallimentare e del processo civile e che, nelle intenzioni, dovrebbero consentire di dare avvio a un mercato italiano delle sofferenze, che ancora appesantiscono i bilanci delle banche per circa 83 miliardi netti di crediti divenuti inesigibili.

Uno degli approfondimenti ancora in corso riguarderebbe i 'paletti' da mettere per evitare un effetto boomerang sulle aziende, in particolare le medio-piccole, cui fa capo una grossa quota di Npl, per misure come il 'patto marciano' ad hoc per le imprese (la banca può entrare in possesso della garanzia senza passare dal tribunale tramite accordo con il debitore) o il nuovo istituto del pegno non possessorio, che permetterebbe alla banca invece di prendere automaticamente possesso di quote se l'impresa non adempie a una serie di impegni, da individuare, di rimborso dei debiti.

 

I SINDACATI:«POCA TRASPARENZA»

Nel frattempo la stampa rende noto che dal rendiconto 2015 del Fondo nazionale di risoluzione gestito dalla Banca d'Italia emerge che serve una ristrutturazione da 422 milioni di euro per il rilancio delle quattro nuove banche, che saranno poi scontati dai prezzi di vendita, ovvero abbuonati agli acquirenti.

Un buon affare per chi compra.

«Siamo andati a cercare il rendiconto ma la relazione di ieri del Governatore all’ Assemblea ordinaria dei partecipanti al capitale della Banca d’Italia si conclude a pagina sette», denuncia la Cgil, «In pratica ciò che conta ancora secretato, in barba alla trasparenza del mercato, ai risparmiatori , alla clientela, ai territori coinvolti e ai lavoratori ( circa 6.000 diretti e 1000 occupati nell’indotto ). La stampa riferisce che, secondo le 3 primarie società di consulenza incaricate da Banca d’Italia, con una buona ristrutturazione è possibile il ritorno a una redditività soddisfacente, ma bisogna affrontare dei costi per tornare a essere attrattivi sul mercato (?!). I costi della ristrutturazione sarebbero legati, tra l'altro, alla razionalizzazione delle filiali e del personale oltre che a eventuali altre perdite su sofferenze. Ma non si era fatta una pulizia radicale dei crediti, abbondantemente svalutati ? E le facilitazioni fiscali anche di recente riconosciute, le norme interpretative ad hoc ? La ricetta al dunque è sempre la stessa. Razionalizzazione delle filiali e del personale, nel silenzio delle Istituzioni locali».