ALIMENTARE

Strasburgo boccia etichettatura cibi a 'semaforo'

Da Assemblea segnale a Esecutivo. Martina: «un successo per l’Italia»

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Strasburgo boccia etichettatura cibi a 'semaforo'

STRASBURGO. Nuovo 'colpo' dell'Italia al sistema di etichettatura degli alimenti 'a semaforo' inglese, che può arrivare a classificare come "malsane" (dunque con etichetta di colore rosso) eccellenze come Parmigiano Reggiano o Prosciutto di Parma per via del loro contenuto di sale, zucchero e grassi. A segnare un punto a favore della dieta mediterranea questa volta è l'Assemblea di Strasburgo, che chiede alla Commissione europea di rimettere in discussione la base scientifica dei contestati 'profili nutrizionali', anticamera della classificazione dei cibi in 'buoni' o 'cattivi' come quella del sistema britannico. Una classificazione che, tra l'altro, genera imposte sugli alimenti come quelle adottate in Danimarca, Francia, Finlandia e Ungheria. Secondo il documento approvato oggi dall'Assemblea degli eurodeputati con 402 sì, 285 contrari, 22 astenuti, meccanismi di questo tipo hanno creato "gravi e persistenti problemi", fra cui quelli "di distorsione della concorrenza" del mercato unico europeo. "Siamo sempre stati in prima linea contro il sistema di etichettatura a semaforo, che penalizza i nostri prodotti agroalimentari di qualità" ha detto il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, dopo aver riaperto il dossier al Consiglio agricoltura Ue lo scorso marzo, incassando l'appoggio di 15 Paesi. "Il voto di oggi al Parlamento europeo è un successo che l'Italia ha costruito facendo squadra" con filiere produttive e eurodeputati, ha aggiunto Martina, che ora si aspetta "che la Commissione Ue faccia un salto di qualità concreto". L'Italia, assicura il ministro delle Politiche agricole, su questo dossier "andrà avanti con determinazione". Alla vigilia del voto, Coldiretti e Federalimentare avevano segnalato congiuntamente che fra le vittime 'illustri' dei bollini rossi britannici figurano anche gioielli del made in Italy come l'olio extravergine d'oliva, la mozzarella, le nocciole.

Qualcosa come il 60% delle produzioni italiane. "Non sono gli alimenti presi singolarmente ad essere dannosi, ma le diete in cui vengono inseriti" sottolinea Paolo de Castro (Pd), coordinatore per il gruppo dei socialisti e democratici della commissione agricoltura dell'Europarlamento. Invece di guardare ai 'principi nutrizionali', l'esecutivo Ue dovrebbe piuttosto "mettere in pratica iniziative per valorizzare le nostre produzioni di eccellenza" ha aggiunto Giovanni La Via (Ap/Ppe), presidente della Commissione Ambiente, Salute e Sicurezza alimentare dell'Eurocamera. Con il voto di oggi, il Parlamento europeo ha inviato alla Commissione il suo messaggio politico chiaro. Toccherà ora all'Esecutivo Ue decidere se e quando riaprire la partita, decisamente 'sensibile' in vista di una possibile 'Brexit'. L'unica certezza è che non si muoverà nulla prima del referendum di giugno in Gran Bretagna.