LAVORO

Sfuma effetto incentivi, -97.000 occupati a febbraio

Istat: «aumenta la disoccupazione».

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

180

lavoro, disoccupazione, annunci di lavoro, cerco lavoro,

 

 

 

ROMA. Si sgonfia il mercato del lavoro a febbraio e, dopo il boom di gennaio, torna ai livelli di dicembre, nei dati provvisori dell'Istat. Il 'doping' dei maxi-sgravi 2015 per le assunzioni "non ha avuto effetti duraturi", attacca la Cgil con il segretario confederale Serena Sorrentino. Ma la tendenza dell'occupazione rimane "positiva" rivendica il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Il tasso di disoccupazione sale all'11,7% (dall'11,6% di gennaio) e, rispetto al mese precedente, ci sono 97 mila occupati in meno, diminuiscono gli assunti a tempo indeterminato (-92 mila) e aumentano gli inattivi. Si tratta del primo calo dei dipendenti fissi dall'inizio dello scorso anno e lo stesso istituto di statistica lo spiega con gli incentivi introdotti della legge di stabilità del 2015 e dimezzati nel 2016, quando il tetto massimo è passato da 8 mila l'anno a 3.250 euro. La corsa agli sgravi avrebbe portato le aziende ad anticipare a dicembre le assunzioni previste per l'inizio del 2016 spingendo i dati di gennaio, a discapito di quelli del mese successivo. Ci troviamo di fronte a "oscillazioni congiunturali legate ad una situazione economica che presenta ancora incertezze, minimizza Poletti, che sottolinea come, rispetto ai 12 mesi precedenti, a febbraio si registrano 136 mila disoccupati in meno e 96 mila occupati in più. Inoltre la disoccupazione giovanile è in calo al 39,1%, 0,1 punti sotto il livello di gennaio e di 2,4 punti percentuali sotto quello del 2015, e i dipendenti fissi sono 238 mila in più che nei dodici mesi precedenti.

"Si conferma, pertanto - osserva il ministro - la tendenza di stabilizzazione del lavoro dipendente nel nostro paese, legata agli effetti delle scelte compiute per rendere più conveniente il contratto a tempo indeterminato". I sindacati manifestano comunque scetticismo. I miliardi investiti nel jobs act, commenta il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, su Twitter, hanno inciso sull'occupazione con "percentuali da prefisso telefonico". "La riforma del lavoro nel suo complesso sarà vincente solo se si delineerà un quadro di ripresa effettiva e di investimenti'', aggiunge il segretario confederale della Cisl Gigi Petteni. Per le aziende, invece, Confcommercio sottolinea come mancano ancora 700 mila occupati per tornare ai livelli del 2008 e prevede "tempi di recupero molto lunghi" per la debolezza della ripresa. Sono più duri i commenti delle opposizioni, per Renato Brunetta (Forza Italia) i dati Istat "certificano il flop del Jobs act", mentre Roberto Calderoli (Lega) si domanda dove siano le "solite slide che magnificano la crescita". Alessandro Di Battisti (M5S), infine, twitta "in Usa Renzi fa il gradasso ma qui solo disastri". Tornando ai dati ai cali generalizzati degli occupati su base mensile si sottraggono i lavoratori più anziani, di 50 anni e oltre, che sono 17 mila in più rispetto a gennaio e 286 mila in più rispetto a febbraio 2015, bloccati sul posto di lavoro dall'aumento dell'età pensionabile. Sono in aumento anche i giovani con meno di 25 anni (+12 mila occupati sul mese, +19 mila sull'anno), mentre la stretta colpisce soprattutto le fasce di età intermedie tra i 25 e i 49 anni (complessivamente -125 mila sul mese e -210 mila nell'anno). Continua intanto il recupero dei lavoratori indipendenti (+17 mila sul mese ma -103 mila nell'anno) mentre va avanti la riduzione dei dipendenti a termine (-22 mila sul mese, -39 mila nell'anno).