Siglato patto per lo sviluppo dell’Abruzzo. Confesercenti: «crisi non è finita»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E' stato sottoscritto a Pescara, nella sede dell'auditorium Petruzzi, il Patto per lo Sviluppo dell'Abruzzo.

Si tratta di un'intesa per il rilancio del sistema economico regionale, suggellata da un accordo tra Regione, Parti sociali (organizzazioni sindacali e datoriali), e gli altri soggetti del partenariato economico-sociale per condividere scelte strategiche e priorità con l’obiettivo di assumere un reciproco impegno a cooperare e ad agire sinergicamente.

Il primo firmatario del Patto è stato proprio il presidente della Regione ma a siglare il documento sono stati anche il vice presidente ed assessore allo Sviluppo economico ed il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale.

Obiettivo generale del Patto è risanare, riformare, sviluppare e ricostruire, coniugando le azioni con un Federalismo solidale e responsabile.

Con questo Patto, in effetti, si intende rappresentare un metodo di confronto e di dialogo sociale e prevedere l'applicazione della condivisione come metodo di governo. Una scelta che implica, in primo luogo, l'allargamento degli attori coinvolti e, in secondo luogo, la precisazione di impegni e reciproche responsabilità a carico di ciascuno.

Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha poi sottolineato come «questa intesa, dopo un lungo periodo di crisi della nostra economia, vada a collocarsi proprio in una fase di rilancio del sistema economico, testimoniata da diversi segnali di ripresa».

SEGNALI DI RIPRESA DELL’ECONOMIA REGIONALE

Chiodi ha annunciato che «da un esame incrociato, frutto dell'indagine congiunturale del Cresa e degli ultimi dati Istat relativi al 2010, emergono importanti segnali di ripresa per l'economia abruzzese».

In particolare, è la provincia de L'Aquila a svettare per dinamismo anche sul fronte dell'occupazione femminile. Intanto, l'Abruzzo, nella sua totalità, risulta una delle poche regioni che hanno visto arrestarsi la caduta di occupazione. «Nel 2010 - ha spiegato Chiodi - il numero degli occupati si è attestato sulle 494 mila unità, la stessa cifra del 2009 mentre il dato nazionale parla di un decremento di occupazione dello 0.7 per cento. Ma i numeri più incoraggianti per la nostra regione – ha aggiunto – sono quelli relativi al quarto trimestre 2010 che vedono l'Abruzzo segnare una crescita dell'occupazione dell'1,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009. Una performance che la colloca al quarto posto in Italia. Senza trascurare l'export che è di 3,3 punti sopra la media nazionale».

Nello stesso quarto trimestre 2010, l'Abruzzo, al terzo posto assoluto in classifica, si segnala anche per il dinamismo dell'occupazione nel settore dei servizi alle imprese ed alle persone con un +3,7 per cento, dietro solo ad Umbria e Toscana.

Ma in regione, così come in tutto il Paese, cresce anche il tasso di disoccupazione (in Italia è all'8,4 per cento, in Abruzzo si registra l'8,8 per cento) anche se, secondo il presidente della Giunta regionale, «in Abruzzo c'è un maggior numero di persone che, uscendo dal sommerso, si affaccia sul mercato del lavoro e questo denota una maggiore fiducia nel futuro».

Per di più, nella provincia de L'Aquila, il tasso di occupazione rappresenta il maggior incremento a livello nazionale (+5,4 per cento rispetto al 2009) così come cresce in maniera considerevole l'occupazione femminile che fa segnare un eccellente + 11,4 per cento. «Per L'Aquila va segnalata anche l'impennata nel settore del servizi, passato dai 74 mila occupati del 2009 agli 81 mila del 2010 - ha rimarcato il presidente - il che significa che si sta rimettendo in moto il processo produttivo. Ora bisogna creare tutte le premesse affinché questa ripresa prosegua - ha concluso -generando, a sua volta, ulteriore sviluppo e nuova occupazione».

GLI STRUMENTI UTILIZZATI

Saranno due gli strumenti principali per l'attivazione del Patto per lo Sviluppo: la Consulta regionale per lo Sviluppo e l'Unità per le aree e le situazioni di crisi.

Intanto, il cronoprogramma delle azioni prevede, entro sabato 30, la costituzione della Consulta e dell'Unita per le aree e situazioni di crisi, la costituzione dei focus delle grandi imprese e della piccola e media impresa e l'istituzione di "Fabbrica Abruzzo", un progetto che mira ad acquisire e poi a raccogliere in un unico quadro di riferimento le più importanti iniziative industriali di immediata "cantierabilità" presenti sul territorio.

La firma dei protocolli con gli enti locali, con il mondo dell'università, con il sistema dell'istruzione superiore, con le Camere di commercio e con il sistema bancario avverrà entro il 15 maggio. Intanto, il prossimo giovedì 21, a Pescara, il presidente della Regione ed il vice presidente sottoscriveranno con il ministro per lo Sviluppo economico l'importante Accordo di programma quadro "Abruzzo 2015" sulle reti di impresa per l'innovazione e la competitività territoriale.

MA CONFESERCENTI PRECISA: LA CRISI NON E’ FINITA

«La crisi non è finita: per uscirne rapidamente bisogna partire subito dall’applicazione di tutti gli impegni che ci siamo assunti, a cominciare dall’incontro nazionale con il governo per la definizione di quante risorse sono a disposizione dell’Abruzzo per i Fas e dalla necessità per la nostra regione di poterle gestire autonomamente».

Lo afferma il direttore regionale di Confesercenti Enzo Giammarino, dopo la firma del Patto per l’Abruzzo avvenuta a Pescara.

«Bisogna partire da qui e dalla rapida applicazione della riforma dei consorzi fidi – ha puntualizzato Giammarino – le cooperative di garanzia si sono fatte carico da sole delle difficoltà economiche delle imprese, ed ora bisogna utilizzare tutti gli strumenti a disposizione, dalla leva del credito al marketing, per una nuova fase di sviluppo delle piccole e medie imprese aprendo per loro nuovi mercati. Irrobustire lo sviluppo endogeno deve essere la priorità». Infine, dice Giammarino, «vogliamo sperare che questa firma, che non è la prima, possa avere più fortuna degli strumenti messi in campo negli ultimi tempi».

14/04/2011 14.22