RICCHI E POVERI

Hanno in tasca metà del patrimonio mondiale: ecco chi sono i 62 super miliardari

Iniziativa di Oxfam: «stop ai paradisi fiscali»

Redazione Pdn

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Hanno in tasca metà del patrimonio mondiale: ecco chi sono i 62 super miliardari

MONDO. Oxfam, una delle più importanti confederazioni internazionali nel mondo specializzata in aiuto umanitario e progetti di sviluppo, lancia l’iniziativa ‘Sfida l’ingiustizia’, una nuova campagna per agire con urgenza contro l’aumento vertiginoso della disuguaglianza, partendo da un primo passo: la messa al bando dei paradisi fiscali.

«Il continuo ricorrere da parte di super-ricchi e grandi multinazionali agli investimenti offshore è infatti uno dei fattori che sottrae alle casse degli Stati risorse essenziali per la lotta alla povertà e alla disuguaglianza», spiega l’associazione.

Un’economia per l’1%, il nuovo rapporto di Oxfam diffuso oggi alla vigilia del Forum economico mondiale di Davos, descrive un mondo dove la crescente disuguaglianza economica ha impatti devastanti sulle persone meno abbienti e rischia di vanificare la lotta alla povertà globale. Un mondo in cui 62 super-ricchi possiedono la stessa ricchezza di metà della popolazione più povera.

La Ong usa i dati che arrivano da Forbes, che stila la classifica dei più ricchi del mondo: Bill Gates in testa, poi Carlos Slim e Warren Buffett sul podio, solo per citare i primi.

Dal 2010, 3,6 miliardi di persone – la metà della popolazione mondiale – ha visto la propria quota di ricchezza ridursi di circa 1.000 miliardi di dollari: una contrazione del 41%, nonostante l’incremento demografico abbia registrato 400 milioni di nuovi nati nello stesso periodo. I 62 super-ricchi hanno invece registrato un incremento di oltre 500 miliardi di dollari, arrivando così ad un totale di 1.760 miliardi di dollari, in un contesto che continua a lasciare le donne in condizione di grave svantaggio (perfino tra i 62 super-ricchi solo 9 sono donne).

Nonostante i leader mondiali abbiano dichiarato in più occasioni la necessità di contrastare la disuguaglianza, il divario tra i più ricchi e il resto del mondo è drammaticamente cresciuto negli ultimi 12 mesi. Le previsioni di Oxfam, secondo cui l’1% della popolazione mondiale avrebbe posseduto più del restante 99% entro il 2016, si sono confermate con un anno di anticipo.

L’Italia non è da meno: i dati sulla distribuzione nazionale di ricchezza del 2015 evidenziano come l’1% più ricco degli italiani sia in possesso del 23,4% della ricchezza nazionale netta, una quota che in valori assoluti è pari a 39 volte la ricchezza del 20% più povero dei nostri connazionali. Significativo osservare anche come l’incremento della ricchezza dal 2000 al 2015 non si sia distribuito equamente: oltre la metà è andata a beneficio del 10% più ricco degli italiani.

 

«SITUAZIONE INACCETTABILE»

Byanyima, direttrice di Oxfam International commenta: «È inaccettabile che metà della popolazione più povera del mondo possieda meno ricchezza rispetto a poche decine di persone. Di fatto, i leader mondiali non hanno ancora intrapreso alcuna azione concreta per contrastare una disuguaglianza crescente e ormai fuori controllo. A Davos, quest’anno, chiederemo con forza a governi e grandi corporation di porre fine all’era dei paradisi fiscali. I paradisi fiscali sono quei luoghi nei quali multinazionali ed élites economiche si rifugiano evitando di contribuire, con la giusta quota di tasse, al finanziamento di servizi pubblici gratuiti e di qualità a tutti i cittadini. Oggi 188 delle 201 più grandi multinazionali sono presenti in almeno un paradiso fiscale, alimentando una disuguaglianza economica estrema che ostacola la lotta alla povertà».

A livello globale gli investimenti offshore dal 2000 al 2014 sono quadruplicati, e si calcola che 7.600 miliardi di dollari di ricchezza di privati individui (una somma equivalente ai tre quarti della ricchezza netta delle famiglie italiane nel 2015) sia depositato nei paradisi fiscali. Se sul reddito generato da questa ricchezza venissero pagate le tasse, i governi avrebbero a disposizione 190 miliardi di dollari in più ogni anno. Un’altra stima eloquente mette in risalto come il 30% della ricchezza dell’intero continente africano sia depositato su conti offshore per un ammontare complessivo di circa 14 miliardi di dollari all’anno in mancate entrate fiscali. Con una tale somma in Africa si potrebbero assicurare servizi sanitari che salverebbero 4 milioni di bambini ogni anno e retribuire un numero di insegnanti sufficiente a consentire a tutti i bambini del continente africano di andare a scuola.

«L’elusione fiscale delle multinazionali ha un costo per i paesi in via di sviluppo stimato in 100 miliardi di dollari all’anno, ed ha un impatto importante anche nei paesi OCSE come l’Italia. Il Governo Italiano può agire per porre fine all’era dei paradisi fiscali, sostenendo a livello nazionale e in Europa una serie di misure. Per le imprese multinazionali sono necessari maggiore trasparenza e approcci comuni da parte degli stati. Sosteniamo quindi l’obbligo di rendicontazione pubblica in ogni paese in cui le multinazionali UE operano (country-by-country reporting), e un modello vincolante di tassazione unitaria nella UE perché le tasse siano pagate laddove l’attività economica si svolge realmente.

 

Dal 1990 al 2010, anche se il numero di poveri assoluti si è ridotto, il reddito medio annuale del 10% più povero della popolazione mondiale è cresciuto di meno di 3 dollari all’anno negli ultimi 24 anni –  vale a dire meno di un centesimo al giorno. Se la disuguaglianza non fosse aumentata all’interno dei paesi tra il 1990 e il 2010, 200 milioni di persone in più sarebbero definitivamente fuori dalla povertà estrema.

 

LA CLASSIFICA DI FORBES

1.      Bill Gates 79,2 miliardi di dollari (Microsoft)

2.      Carlos Slim Helu 77.1 miliardi di dollari (Telecom)

3.       Warren Buffett 72,7 miliardi di dollari (Berkshire Hathaway)

4.       Amancio Ortega 64,5 miliardi di dollari (Zara)

5.      Larry Ellison 54.3 miliardi di dollari (Oracle)

6.      Charles Koch 42.9 miliardi di dollari

7.      David Koch 42.9 miliardi di dollari

8.      Christy Walton & family 41.7 miliardi di dollari (Wal-Mart)

9.      Jim Walton 40.6 miliardi di dollari (Wal-Mart)

10.  Liliane Bettencourt & family40.1 miliardi di dollari (L’Oreal)

 

11.  Alice Walton 39.4 miliardi di dollari (Wal-Mart)

12.   Robson Walton 39.1 miliardi di dollari (Wal-Mart)

13.  Bernard Arnault & family 37.2 miliardi di dollari (LVMH)

14.  Michael Bloomberg 35.5 miliardi di dollari (Bloomberg LP)

15.   Jeff Bezos 34.8 miliardi di dollari (Amazon.com)

16.   Mark Zuckerberg 33.4 miliardi di dollari (Facebook)

17.  Li Ka-shing 33.3 miliardi di dollari

18.  Sheldon Adelson 31.4 miliardi di dollari

19.  Larry Page 29.7 miliardi di dollari  (Google)

 

20.   Sergey Brin 29.2 miliardi di dollari (Google)

21.  21. Georg Schaeffler 26.9 miliardi di dollari

22.   Forrest Mars Jr 26.6 miliardi di dollari (Candy)

23.   Jacqueline Mars 26.6 miliardi di dollari (Candy)

24.  John Mars 26.6 miliardi di dollari (Candy)

25.  David Thomson & family 25.5 miliardi di dollari (Media)

26.   Jorge Paulo Lemann 25 miliardi di dollari

27.   Lee Shau Kee 24.8 miliardi di dollari (immobiliare)

28.  Stefan Persson 24.5  miliardi di dollari  B (H&m)

29.   George Soros 24,4 miliardi di dollari

30.  Wang Jianlin  24.2 miliardi di dollari (immobiliare)

31.  Carl Icahn 23,5 miliardi di dollari

32.   Maria Franca Fissolo & family 23,4 (la vedova di Michele Ferrero di Nutella)

33.  Jack Ma 22.7 miliardi di dollari (e-commerce)

34.   Principe Alwaleed Bin Talal Alsaud 22.6 miliardi di dollari

35.  Steve Ballmer 21.5 miliardi di dollari (Microsoft)

36.   Phil Knight 21.5 miliardi di dollari (Nike)

37.   Beate Heister & Karl Albrecht Jr. 21.3 miliardi di dollari (supermercati)

38.  Li Hejun 21.2 miliardi di dollari (energia solare)

39.  Mukesh Ambani 21 miliardi di dollari (gas)

40.   Leonardo Del Vecchio 20.4 miliardi di dollari Luxottica

41.  Len Blavatnik 20.2 miliardi di dollari

42.  Tadashi Yanai & family 20.2 miliardi di dollari

43.  Charles Ergen 20.1 miliardi di dollari (Dish network)

44.  Dilip Shanghvi 20 miliardi di dollari (Farmaceutica)

45.  Laurene Powell Jobs & family 19.5 miliardi di dollari (Apple, Disney)

46.   Dieter Schwarz 19.4 miliardi di dollari

47.  Michael Dell 19.2 miliardi di dollari (Dell)

48.   Azim Premji 19.1 miliardi di dollari (software)

49.  Theo Albrecht Jr & family 19 miliardi di dollari

50.  Michael Otto & family 18.1 miliardi di dollari

51.  Paul Allen 17.5 miliardi di dollari (Microsoft)

52.   Joseph Safra 17.3 miliardi di dollari (banca)

53.   Anne Cox Chambers 17 miliardi di dollari (media)

54.  Susanne Klatten 16.8 miliardi di dollari (BMW, farmaceutica)

55.   Pallonji Mistry 16.3 miliardi di dollari

56.   Ma Huateng 16.1 miliardi di dollari (internet)

57.   Patrick Drahi 16 miliardi di dollari (Telecom)

58.  Thomas & Raymond Kwok 15.9 miliardi di dollari

59.  Stefan Quandt 15.6 miliardi di dollari  (Bmw)

60.  Ray Dalio 15.4 miliardi di dollari

61.  Vladimir Potanin 15.4 miliardi di dollari

62.   Serge Dassault & family 15.3 miliardi di dollari (aviazione)