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Salva banche: ora Bankitalia nel mirino e spunta l’arbitrato

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Salva banche: ora Bankitalia nel mirino e spunta l’arbitrato

Ignazio Visco

 

ROMA. La Banca d'Italia non ci sta a passare come il capro espiatorio nella vicenda delle 4 banche e il governatore Ignazio Visco assicura di aver considerato la vicenda «con un impegno che è massimo, facendo il meglio ed essendo sicuri di aver fatto il meglio».

 A una lectio magistralis a Trieste Visco ha poi annunciato che l'istituto centrale «riferirà in tutte le sedi a ciò deputate, con tutta la dovizia di particolari necessaria»'

. Una dichiarazione che arriva al termine di una giornata dove su Banca d'Italia sono piovuti da parte di alcune forze politiche e associazioni dei consumatori, attacchi frontali con richieste di dimissioni ma anche solo chiarimenti e maggiori dettagli su quanto fatto, oltre a dare attuazione alla commissione di inchiesta sul settore annunciata giovedì.

 Si va così da Gasparri (Fi) che annuncia denunce e chiede la rimozione dei vertici di Banca d'Italia al vicepresidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani secondo cui Via Nazionale «poteva fare di più».

 Il sottosegretario all'economia, Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica, sottolinea come «Bankitalia e Consob, non sono stati solo a guardare. Però bisogna verificare se, in alcuni casi, vi siano delle responsabilità tali per cui avrebbero dovuto fare molto di più».

 Già in passato, ad esempio nella vicenda Mps a gennaio 2013, Via Nazionale aveva replicato alle accuse di mancata vigilanza, 'per tabulas' pubblicando sul sito una lunga disamina degli interventi di vigilanza operati sull'istituto senese elencando ispezioni, sanzioni e altre misure nel periodo 2009-2012.

Anche il direttore generale Salvatore Rossi comunque, nell'intervista al Corriere della Sera, ha spiegato che la Banca d'Italia si sia mossa prima avvisando comunque che «quando si inviano atti alla magistratura si è sottoposti a segreto istruttorio».

 Inoltre «non possiamo fare interrogatori, perquisire».

 Ma la Banca d'Italia soprattutto sottolinea come avesse più volte in passato chiesto di vietare la vendita allo sportello delle obbligazioni subordinate per riservarle agli investitori.

 In questa direzione andava la richiesta, non accolta, di spostare al 2018, l'entrata in vigore del bail in modo da 'ricomporre' la struttura della raccolta delle banche richiamando questi bond (circa 60 miliardi di cui forse la metà al retail) dai risparmiatori e trasformandoli in altri strumenti. Dei 768 milioni di subordinati delle 4 banche circa 340 sono andati al retail ma forse potrebbero essere più visto che gli investitori potrebbero aver venduto sul secondario parte del restante.

 ARBITRATO SALVA RISPARMIATORI, OK UE A ITALIA

 Una valutazione caso per caso. Con un arbitraggio che dovrebbe essere affidato a Consob. E un fondo alimentato con un contributo del sistema bancario. E' questa la ciambella di salvataggio alla quale potranno aggrapparsi i 10.500 risparmiatori che hanno visto sfumare i soldi investiti nelle obbligazioni subordinate dal crac dei quattro istituti Banca Marche, Banca popolare dell'Etruria e del Lazio, Carichieti e Cassa di risparmio di Ferrara. L'Ue ha dato il suo via libera, sbloccando una situazione che sembrava essersi avvitata. E il governo - ha spiegato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan alla Camera - inserirà le norme nella Legge di Stabilità con un emendamento in arrivo nelle prossime ore. I dettagli, però, arriveranno dopo. Un decreto del Mef fisserà i criteri su come il fondo sarà alimentato e come dovranno essere valutate le singole situazioni.

«Realistico» definisce il ministro l'ipotesi che a restituire i fondi anticipati dalle banche siano le plusvalenze incassate con la vendita dei crediti incagliati delle bad bank.

Per scegliere chi otterrà i rimborsi, invece, forse entrerà in campo l'Isee, per valutare la situazione economica dell'investitore. Di certo il tema banche e' all'attenzione del governo.

«La riforma del sistema del credito è quanto mai urgente», sostiene il premier Matteo Renzi, facendo ipotizzare altri interventi.

«Occorre aumentare l'informazione e la capacità di valutazione dei risparmiatori per ridurre le asimmetrie informative e il rischio di abuso - dice Padoan - Un risparmiatore poco o male informato è potenziale vittima di abusi».

 Lo spiraglio di luce su una situazione che sembrava avvitarsi sempre più è arrivato da Bruxelles. L'arbitrato per aiutare gli investito privati - hanno spiegato fonti della Commissione «è un'ottima idea».

 Ma - hanno aggiunto - «non è possibile fare è che lo Stato paghi direttamente chi ha subito le perdite». Dopo i contrasti dei giorni scorsi l'Ue addolcisce i toni.

Parla di «contatti stretti e costruttivi con le autorità italiane» e spiega di «sostenere le intenzioni del governo italiano di permettere ai risparmiatori di chiedere compensazioni alle banche per potenziali vendite abusive di obbligazioni e di ispirarsi alle passate esperienze in altri Paesi Ue con situazioni simili». Come è già accaduto in Spagna, sembra voler dire.

«Vendite abusive».

 Già perchè che qualcosa non abbia funzionato appare evidente. Lo racconta un dato contenuto in una slide messa in rete dal ministero dell'Economia. Quasi la metà delle obbligazioni subordinate delle 4 banche, 340 milioni su 768, è finita nelle tasche dei piccoli risparmiatori, invece che sugli investitori istituzionali. E' una quota inusuale Per questa tipologia di strumenti con maggiore rischio.

Comunque la polemica non si placa.

Ma nel mirino delle critiche sono soprattutto le authority che dovevano controllare. L'Adusbef chiede a Renzi di rottamare i vertici di Consob e Bankitalia. Frecce arrivano anche dalla maggioranza. «Chi non ha vigilato se ne assumerà le responsabilità» sostiene il presidente della commissione Bilancio, il Pd, Francesco Boccia.

«Dovevano fare molto di più», dice il sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti. Toni più duri da Fi e M5s. Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, difende l'operato dell'istituto. Le situazioni delle banche in dissesto - spiega - «le consideriamo con un impegno che e' massimo, facendo il meglio ed essendo sicuri di aver fatto il meglio». E aggiunge: nessuna reticenza.

«Riferiremo in tutte le sedi a ciò deputate, con tutta la dovizia di particolari necessaria».

 Certo l'attenzione è ora puntata sui 10.500 obbligazionisti rimasti intrappolati dall'anticipo del 'bail in', ma il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha voluto chiarire che senza il ''salvabanche'' gli istituti sarebbero stati liquidati con impatti ''disastrosi''; tra l'altro tutte le imprese che hanno attivato prestiti (circa 200.000) avrebbero dovuto rimborsare a vista i debiti. Con un impatto drammatico sul territorio e per l'economia. Invece - ha calcolato il Mef - si sono tutelati 1 milione di correntisti (con 12 miliardi di depositi), e circa 7.000 posti di lavoro tra dipendenti e indotto. E' molto ma certo non è bastato, visto che bisogna intervenire di nuovo.