L'INCHIESTA

Banche Popolari: la procura indaga per presunte operazioni anomale

Si configurerebbe insider trading, chiesti documenti a Consob

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

2947

Banche Popolari: la procura indaga per presunte operazioni anomale


ROMA. Dieci milioni di euro di plusvalenze maturati prima del 16 gennaio sui titoli di banche popolari in odore, dopo quella data, di una riforma, potrebbero essere la conseguenza di rumors, quindi, il risultato di una speculazione illecita.
La procura di Roma vuole vederci chiaro e per questo ha aperto un fascicolo un processuale.
Lo spunto lo ha fornito mercoledì scorso il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, in un'audizione alla Camera. La novità fondamentale introdotta dal decreto legge del Governo Renzi è rappresentata dall’obbligo per le banche popolari con un attivo superiore a 8 miliardi di euro di trasformarsi in società per azioni. Questa informazione sarebbe circolata in ambienti finanziari ben prima del 20 gennaio scorso, data in cui il premier, Matteo Renzi, ha illustrato questa modifica.
Di fatti, fin dal 3 gennaio si erano diffuse notizie circa la volontà del Governo di modificare la disciplina delle banche popolari, anche se non erano entrate nei dettagli. Tuttavia da quella data sono state registrate operazioni sospette.
«Le plusvalenze effettive o potenziali di tale operatività - ha dichiarato Vegas- sono stimabili in circa 10 milioni di euro». Vegas, in particolare, ha precisato che la data in cui è possibile assumere che il mercato abbia avuto una ragionevole certezza dell'intenzione del Governo di adottare il provvedimento è individuabile nel 16 gennaio 2015. Dal 3 gennaio al 9 febbraio, ha quindi sottolineato, i corsi delle banche popolari sono saliti da un minimo dell'8% per UBI a un massimo del 57% per Banca popolare dell'Etruria (commissariata ieri e vicepresieduta da Pier Luigi Boschi, papà della ministra delle Riforme Maria Elena), a fronte di una crescita media dell'indice del settore bancario dell'8% circa. 

Anche i volumi negoziati hanno fatto registrare consistenti aumenti.
«Le analisi effettuate», ha spiegato Vegas, «hanno rilevato la presenza di alcuni intermediari con un'operatività potenzialmente anomala, in grado di generare margini di profitto, sia pur in un contesto di flessione dei corsi. Si tratta, in particolare di soggetti che hanno effettuato acquisti prima del 16 gennaio, eventualmente accompagnati da vendite nella settimana successiva. Le plusvalenze effettive o potenziali di tale operatività sono stimabili in circa 10 milioni».
Solo il 20 gennaio successivo, ricostruisce Il Sole 24 Ore, la Presidenza del Consiglio illustra i particolari della riforma, che obbligano le banche popolari con un attivo superiore a 8 miliardi di euro a trasformarsi in spa. Ed è così, dati alla mano, che si fa largo l’ipotesi - che può avere risvolti giudiziari - di una possibile speculazione finanziaria di investitori sulle banche popolari, così da fare man bassa di azioni. Il 24 gennaio scorso la stampa racconta di sospette operazioni partite da Londra, avviate già dai primi di gennaio.

FASCICOLO SENZA IPOTESI DI REATO
Possibili operazioni anomale sulle quali il procuratore della repubblica Giuseppe Pignatone e l'aggiunto Nello Rossi vogliono fare luce. Il fascicolo, per il momento è privo di ipotesi di reato e di indagati, ma è ragionevole ritenere che l'autorità giudiziaria procederà per insider trading, il reato che punisce chiunque, per la posizione occupata, venga in possesso di informazioni riservate, non di pubblico dominio, e le utilizzi per la compravendita di titoli azionari.
Il primo atto degli inquirenti di piazzale Clodio è stato la richiesta di documenti alla Consob in relazione a quanto finora accertato.
L'attenzione di Pignatone e di Rossi punterà, soprattutto, sui soggetti che hanno effettuato acquisti prima del 16 gennaio procedendo poi a vendite nella settimana successiva. Allo stesso tempo i magistrati potrebbero chiedere informazioni e documentazione a Bankitalia a proposito del commissariamento della Banca popolare dell'Etruria e del Lazio, tra le più interessate dalla movimentazione di titoli dall'inizio dell'anno, ma oggetto di gravi perdite finanziarie (la stima è di circa 126 milioni di euro).

Ma se Renzi è tranquillo ed esclude coinvolgimenti del governo, alcuni fedelissimi mostrano insofferenza per l'iniziativa della Consob, come riferisce l’ Huffington Post. «Si sapeva da settembre che avremmo agito sulle banche popolari», osserva qualche renziano minimizzando la coincidenza temporale con i rimbalzi nei giorni precedenti l'approvazione in consiglio dei ministri. E c'è anche chi si spinge a vedere lo zampino di Silvio Berlusconi che, furioso per la rottura del Patto del Nazareno, avrebbe mandato un messaggio contro il governo attraverso il berlusconiano presidente dell'Authority Giuseppe Vegas. «Il documento della Consob comunque - è l'analisi un deputato vicino al premier - dimostra che il governo non c'entra niente oltre che a contestare cifre irrisorie».