ENOLOGIA

Citra punta sul progetto spumanti “Abruzzo dop”

Collaborazione con università di Teramo e Crivea

Redazione Pdn

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Citra punta sul progetto spumanti “Abruzzo dop”

PESCARA. «Per essere presenti e competere a livello nazionale e internazionale occorre innovare: per questo Citra Vini ha voluto essere protagonista di questo grande progetto».
Con queste parole, Valentino di Campli, presidente Citra Vini, ha presentato il progetto di ricerca che porterà alla elaborazione di vini spumanti ottenuti sia con il Metodo Martinotti (o Charmat) sia con il Metodo Classico, dai vitigni autoctoni abruzzesi (Montepulciano, Passerina, Pecorino, Cococciòla, Montonico).
Il progetto sarà realizzato da parte di Codice Citra, attraverso le sue associate e i soci vignaioli, con la partnership di C.Ri.V.E.A. e dell’Università di Teramo. Gli spumanti “Abruzzo Dop” saranno presentati in tutto il mondo nel 2015 nella versione Martinotti (o Charmat) e, dopo un riposo sui lieviti di 36 e 48 mesi, nelle versioni Metodo Classico e Metodo Classico Millesimato.
«Come Regione Abruzzo», ha ribadito Dino Pepe, assessore alle Politiche Agricole, «siamo molto orgogliosi di questo progetto e riteniamo che Citra sia un esempio che vada seguito e riproposto, per la forza che esprime, la sua determinazione nel perseguire gli obiettivi e per la sua capacità di aggregazione: stare insieme per stare sui mercati, promuovere collettivamente ricerca e innovazione sono punti di forza che conferiscono valore aggiunto a tutto il mondo agricolo regionale».
«Siamo partiti dalla mappatura dei vigneti dove le cultivar autoctone sono allevate, distribuiti sui seimila ettari dei nostri soci vignaioli: finita la sperimentazione si identificheranno le aree e le uve migliori per produrre spumante», ha spiegato Lino Olivastri, enologo di Citra Vini, coordinatore e responsabile del progetto, sottolineando l’ampiezza del lavoro e la meticolosità con la quale la sperimentazione viene effettuata: «La conduzione di studi e sperimentazioni sia su spumanti ottenuti con rifermentazione in autoclave che prodotti con metodo classico impegnerà il gruppo di lavoro per diversi anni, nel corso dei quali ogni bottiglia vivrà come un laboratorio: in ognuna di esse si realizzerà una particolare espressione dei territori, dei vitigni, delle tecniche di coltivazione e di vinificazione, in sintesi il terroir. Crediamo che l’Abruzzo DOP debba diventare un brand di promozione viticolo-enologica, quindi della Regione».