CRISI E COMMERCIO

Lavoro: Cisl impugna trasferimento addetti Mondo Convenienza

Otto dipendenti spostati a Bologna, Mestre, Rimini e Venezia

Redazione Pdn

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Lavoro: Cisl impugna trasferimento addetti Mondo Convenienza

PESCARA. Otto lavoratori del punto vendita Mondo Convenienza di Citta' Sant'Angelo sono stati trasferiti a Bologna, Mestre, Rimini e Venezia, in altri punti vendita dello stesso gruppo.
Ne hanno avuto comunicazione il 29 dicembre e da ieri hanno preso servizio altrove, annuncia il rappresentante sindacale della Cisl Fisascat, Davide Frigelli, che ha impugnato il trasferimento e si dice disposto a rivolgersi al Tribunale.
«Il trasferimento», spiega Frigelli, «è stato giustificato con una riorganizzazione aziendale e dei costi ma credo che questa giustificazione non tenga perchè il punto vendita è sano, così come il resto della catena, per cui è possibile che ci sia altro, dietro. Non credo poi che si possa fare a meno di otto unità», prosegue il sindacalista sottolineando che lo spostamento di personale «non è contemplato, anzi è escluso, nella fusione realizzata alla fine di novembre tra le società che si occupano di Mondo Convenienza. Era previsto che gli organici sarebbero rimasti inalterati per ogni singolo punto vendita e invece ecco arrivati i trasferimenti», conclude. Il personale di Mondo Convenienza ha effettuato uno sciopero, di recente, per contestare le infrazioni contrattuali nell'organizzazione del lavoro e nei turni.
L'astensione era stata promossa dalla Cisl, unica organizzazione sindacale nel punto vendita del centro angolano, ed e' stata seguita da una denuncia per comportamento antisindacale.
«I turni sono estenuanti e con orari sempre spezzati», aveva denunciato il sindacato. «I dipendenti lavorano tutti i festivi e tutte le domeniche. I lavoratori ricevono turni in ritardo e gli vengono imposti straordinari, tra l'altro non retribuiti. L'azienda sembra sorda di fronte alle nostre istanze ed ha un atteggiamento aggressivo anche dopo vari incontri all'Ufficio provinciale del Lavoro. E' una questione di dignità dei lavoratori».