AGRICOLTURA

Mosca e olio d’oliva, Copagri: «serve unica Dop regionale»

D’Amico: «Inutile piangersi addosso, troviamo soluzioni»

Redazione Pdn

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Mosca e olio d’oliva, Copagri: «serve unica Dop regionale»

ABRUZZO. Il comparto olivicolo sarà quello che maggiormente pagherà dazio in quest’annata agraria disastrosa per l’economia rurale della nostra regione.
Le perdite produttive mediamente si stanno attestando intorno al 50% e la qualità dell’olio prodotto, salvo pochissime rarità locali, è scadente.
Le cause sono note perché legate al cattivo andamento climatico stagionale che ha favorito l’attecchimento della mosca e, per quanti sono riusciti a drenarne l’invasività con mirati e ripetuti trattamenti fitosanitari, la qualità finale dell’olio ne risulta gravemente compromessa perché alti sono i residui nocivi che vi restano.

Di fronte a questo disastro alto sarà il costo medio di mercato dell’olio extra vergine d’oliva ma con una quantità complessivamente scarsa ed una qualità più bassa rispetto alle ultime annate.
«Di fronte ai disastri produttivi è inutile piangersi addosso», commenta Camillo D’Amico, vice presidente vicario Copagri Abruzzo. «Bisogna avere coraggio e responsabilità allo scopo di suggerire e proporre soluzioni».
La Copagri Abruzzo ha di recente formalizzato una proposta all’assessore regionale all’Agricoltura, Dino Pepe, di farsi carico di velocizzare le procedure per superare i tre attuali consorzi di tutela dell’olio D.O.P (Denominazione di Origine Protetta) che sono: “Colline Teatine” a Chieti, “Aprutino – Pescarese” a Pescara, “Colline Petruziane” a Teramo.

L’associazione abruzzese, infatti, ritiene che l’istituzione di un'unica D.O.P. regionale dell’olio d’oliva extra vergine possa essere un valido presupposto per aggregare le aziende olivicole che producono per il mercato in un ottica di semplificazione favorendo la promozione delle produzioni di eccellenza e di qualità.
A supporto di questa richiesta interviene anche quanto contenuto dalla “nuova P.A.C.” (Politica Agraria Comunitaria) 2014/2020 che, per l’Abruzzo favorisce il sostegno diretto ai soli produttori olivicoli che hanno superfici iscritte negli albi delle D.O.P., I.G.P. e Biologiche certificate.
«Inoltre è sempre più necessario», continua D’Amico, «produrre delle politiche di assistenza tecnica a supporto delle aziende olivicole affinchè adottino tecniche colturali meno invasive e di maggiore rispetto dell’ambiente e del prodotto così da migliorare decisamente la qualità finale che potrà spuntare prezzi vantaggiosi sul mercato».

Per fare questo Copagri sollecita «un vero e partecipato “gioco di squadra” tra i tecnici delle associazioni olivicole impegnati nel territorio per i progetti comunitari di miglioramento della qualità dell’olio d’oliva ed una parte di quelli ex Arssa potrebbe essere una valida carta vincente. Ovviamente tutto questo fa parte di una nuova politica di lungo respiro da adottare presto e bene nel settore olivicolo che, ci auguriamo, la regione Abruzzo voglia mettere presto in campo».