BANCHE

Abruzzo. CariChieti commissariata da oggi

Bankitalia scioglie gli organi sociali e di controllo

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

11150

Abruzzo. CariChieti commissariata da oggi




CHIETI. «CariChieti commissariata dal Mef su proposta della Banca d’Italia».
 La notizia si è diffusa in un baleno, appena sul sito della banca è apparso il comunicato del Ministero dell’economia a firma del Commissario straordinario appena insediato, Riccardo Sora, già noto per aver svolto lo stesso ruolo in Tercas ed in altre banche.
Con lui guideranno CariChieti altri tre collaboratori con i quali sostituirà gli organi collegiali che sono stati sciolti.
Sotto la mannaia della Banca d’Italia, a partire dal 19 settembre, sono caduti infatti gli organi di governo della Cassa di risparmio (Cda e Collegio dei revisori dei conti). Si è trattato di commissariamento per certi versi improvviso, dovuto all’art. 70 (comma a) del Testo unico bancario, dove si parla di «gravi irregolarità amministrative».
 Cioè verosimilmente operazioni, forse, ad eccessivo rischio passate in CdA e che solo oggi sono state sanzionate con la comunicazione di un “omissis” che appunto era sconosciuto e che il commissario straordinario ha comunicato.  
Dopo le notizie abbastanza rassicuranti sull’ultimo bilancio CariChieti, il commissariamento è arrivato in concomitanza con la notifica della relazione degli ispettori della Banca d’Italia alla quale stavano lavorando i vertici della Cassa di risparmio per le controdeduzioni.
Da quello che filtra con molta difficoltà, il provvedimento sembra ispirato ad una forma di cautela di Bankitalia nei confronti in generale delle piccole banche che mal sopportano la crisi economica, con tutte le conseguenze del caso sull’attività bancaria. 

In particolare sembra che CariChieti abbia fatto negli ultimi anni una “pulizia” dei conti abbastanza spinta ma i crediti inesigibili risalenti alle vecchie gestioni e quelli sopravvenuti per la crisi economica (molti imprenditori non ce la fanno a restituire i soldi avuti in prestito) hanno prodotto un’esposizione eccessiva, oltre i parametri che Bankitalia considera di sicurezza.
Ad inizio anno gli ispettori di Bankitalia erano ritornati a Chieti per una ispezione di routine ma si attendevano esiti diversi da quello diffuso oggi.
Però da quello che si riesce a capire le cause del commissariamento non sono solo i crediti inesigibili o le operazioni a rischio ma il fatto che le banche territoriali che hanno solo clienti locali sentono di più la crisi se l’economia del territorio è asfittica, come in questo caso nella provincia di Chieti. E pur essendo CariChieti la più sana delle casse di risparmio abruzzesi e l’unica rimasta attiva, Bankitalia è intervenuta con decisione ad evitare future sorprese.

Sebastiano Calella

LANNUTTI: «BANKITALIA MOTIVI LE RAGIONI E LE FINALITA’ DEL COMMISARIAMENTO»
«Bankitalia continua a fare terra bruciata delle banche del sud, commissariando, con criteri spesso arbitrari e privi di necessarie e trasparenti motivazioni, istituti di credito operanti nel mezzogiorno», commenta Elio Lannutti, presidente Adusbef.  «Con il commissariamento di Carichieti l'Abruzzo perde di fatto la sua ultima cassa di risparmio espressione del territorio dopo gli identici drastici interventi che hanno colpito Tercas e Caripe e il passaggio di Carispaq alla Bper. Adusbef non difende le banche e tantomeno Carichieti , ma pretende che questi mandarini di Palazzo Koch, che vivono e prosperano nella più totale oscurità usuale di tutti i sepolcri imbiancati,  comincino a rendere conto del loro operato motivando sia le ragioni e le finalità del commissariamento, che i criteri con i quali vengono nominati, al di fuori di qualsiasi albo,  le consuete terne di commissari, il cui arbitrio e cupidigia di guadagno e di clientele» .
«Di fronte all’ineffabile sudditanza del Governo che col Ministro Padoan ha eseguito come un obbediente soldatino gli ordini di Bankitalia», chiude Lannutti, «Adusbef chiederà alla Procura della Repubblica di Roma di indagare sull’operato del Direttorio e se i poteri di vigilanza bancaria non siano stati utilizzati in maniera distorta e strumentale per favorire precisi e individuati gruppi d’interesse che possano configurare fattispecie quali corruzione, concussione, falso, truffa e abuso d’ufficio».  
LANNUTTI: «BANKITALIA MOTIVI LE RAGIONI E LE FINALITA’ DEL COMMISARIAMENTO»

«Bankitalia continua a fare terra bruciata delle banche del sud, commissariando, con criteri spesso arbitrari e privi di necessarie e trasparenti motivazioni, istituti di credito operanti nel mezzogiorno», commenta Elio Lannutti, presidente Adusbef.  «Con il commissariamento di Carichieti l'Abruzzo perde di fatto la sua ultima cassa di risparmio espressione del territorio dopo gli identici drastici interventi che hanno colpito Tercas e Caripe e il passaggio di Carispaq alla Bper. Adusbef non difende le banche e tantomeno Carichieti , ma pretende che questi mandarini di Palazzo Koch, che vivono e prosperano nella più totale oscurità usuale di tutti i sepolcri imbiancati,  comincino a rendere conto del loro operato motivando sia le ragioni e le finalità del commissariamento, che i criteri con i quali vengono nominati, al di fuori di qualsiasi albo,  le consuete terne di commissari, il cui arbitrio e cupidigia di guadagno e di clientele» .«Di fronte all’ineffabile sudditanza del Governo che col Ministro Padoan ha eseguito come un obbediente soldatino gli ordini di Bankitalia», chiude Lannutti, «Adusbef chiederà alla Procura della Repubblica di Roma di indagare sull’operato del Direttorio e se i poteri di vigilanza bancaria non siano stati utilizzati in maniera distorta e strumentale per favorire precisi e individuati gruppi d’interesse che possano configurare fattispecie quali corruzione, concussione, falso, truffa e abuso d’ufficio».