Pomilio Blumm, in dieci anni diventato il colosso della pubblicità

Bilancio da 13 mln di euro grazie alla pubblica amminstrazione

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Franco Pomilio

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ABRUZZO. Dieci anni di crescita per la Pomilio Blumm. La felice intuizione dell'agenzia che nel 2003 scelse di puntare sulla Pubblica Amministrazione ha portato risultati molto positivi. Pomilio Blumm attualmente è tra i top performers italiani, ovvero le imprese (solo 30 su 100 secondo l'Istat) che hanno aumentato fatturato e personale nell'ultimo triennio.
Il “Rinoceronte” ha portato il suo fatturato dai 4,21 milioni di euro del 2003 ai 13,46 milioni di euro calcolati al 31 dicembre 2013 con un valore della produzione triplicato e l'affermazione di una contro tendenza rispetto al dato nazionale del settore pubblicitario. Se in Italia il settore ha fatto registrare un calo del 12,3% tra il 2012 e il 2013, in Pomilio Blumm si è avuto nello stesso anno, un aumento del 18,3% (fonte: Nielsen).
L’incremento è ancor più consistente se si considera che il 2012 era stato chiuso con un bilancio di 10,73 milioni. Di conseguenza si sono registrati nel 2013, circa 3 milioni di euro di fatturato in più pari ad una crescita complessiva del 25,4%.
«Abbiamo compreso che il mestiere del pubblicitario – ha spiegato Franco Pomilio, presidente Pomilio Blumm - era in una fase di involuzione, piegato alle logiche globali delle multinazionali. Due sono le culture su cui si fonda storicamente la pubblicità. Quella americana legata alla Pop- Art e quindi al rapporto tra produttore e consumatore e quella europea tradotta nell'arte povera e dunque nella ricerca del legame tra cittadino e ambiente. Noi abbiamo scelto la seconda, puntando sulla credibilità, ovvero sulla social responsability e dunque sul capitale umano».

Dati positivi anche per il personale con un capitale umano complessivo, che oggi conta 80 professionisti di età media inferiore ai 40 anni, la stabilizzazione del 43% del personale e una parità di genere che si traduce nel 56% di presenze femminili.
L’agenzia già da tempo, ormai, ha allargato i suoi orizzonti oltre i confini nazionali, puntando sull'internazionalizzazione delle sue attività. Un'esperienza iniziata negli anni '80 con l'esperienza di Ameen Blumm, prima società di comunicazione italo-araba e concretizzatasi, negli ultimi anni con il progetto The Bridge, con sede a Dubai, nato per affiancare le aziende italiane nella conquista dei mercati del Medio Oriente e ancor più con l'apertura di una sede a Bruxelles
Nel portfolio clienti di Pomilio Blumm figurano ministeri fondamentali quali Infrastrutture, Istruzione, Sviluppo Economico, Beni e attività culturali e turismo, istituti e agenzie statali come Inail, Istat,Enit, Enti nazionali altamente strategici come l'Autorità per l'energia elettrica e il gas e l'Autorità per l'infanzia e l'adolescenza, oltre alle società partecipate di primaria importanza come Trenitalia e Gse.
A queste si aggiungono le attività promosse a livello europeo e transnazionale, come i progetti per Enpi e IPA Adriatic, il programma “Europa in città” della Presidenza del Consiglio e il prestigioso inserimento nella shortlist stilata dalla DG Connect della Commissione Europea per le proprie attività di comunicazione.