ECONOMIA

In Abruzzo si gestisce la ricchezza «in modo cauto», prediligendo attività liquide

L’identikit del risparmiatore abruzzese

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In Abruzzo si gestisce la ricchezza «in modo cauto», prediligendo attività liquide




ABRUZZO. Il secondo Osservatorio UniCredit - Pioneer Investments analizza il comportamento dei risparmiatori in Abruzzo e mette in luce le dinamiche, passate e prospettiche, di risparmio, consumi e ricchezza delle famiglie in regione.
Un’inversione di tendenza, tanto nei numeri quanto nelle dinamiche contestuali: così possono essere commentati i dati sul risparmio delle famiglie abruzzesi evidenziati dal Rapporto. Lo studio, basandosi sui dati raccolti dal 1995 al 2012 e su indicazioni predittive per il 2013, fotografa la situazione del risparmio delle famiglie in Abruzzo, soffermandosi sulle tematiche complementari dei consumi e della ricchezza finanziaria.

I CONSUMI
Sul fronte dei consumi in Abruzzo si assiste, nonostante il calo del 3,2% previsto per il 2013 (17.000 € pro-capite), a un miglioramento rispetto all’anno precedente, quando i consumi erano calati quasi del 6%. Questo sembra mostrare un’inversione di tendenza che rispecchia il trend che si sta registrando a livello nazionale.
Confrontando invece i dati sui consumi delle famiglie abruzzesi con la media italiana si evince che in Abruzzo la spesa media pro-capite è inferiore, rispetto al dato italiano, di circa 1.700 € nel 2013.
In termini prospettici, va detto che in Abruzzo non esiste ancora un modello di economia export-oriented, che potrebbe invece essere un elemento chiave per favorire nei prossimi anni una ripresa del reddito disponibile, da cui potrebbe a sua volta derivare una ripresa dei consumi.

LA RICCHEZZA
Per quanto concerne la ricchezza (intesa coma somma delle attività finanziarie) delle famiglie abruzzesi si può notare come il valore pro-capite stimato per il 2013 appare in crescita rispetto ai livelli pre crisi del 2010, attestandosi a 44.200 €, +2% 2013 vs 2010. Tale variazione percentuale risulta superiore rispetto a quella registrata a livello nazionale (+0,7% 2013 vs 2010), per quanto in valore assoluto nel 2013 la ricchezza media pro capite in Italia si attesta a 63.600 €, quasi 20 mila euro in più rispetto a quella abruzzese.
Circa la ripartizione della ricchezza emerge come i risparmiatori in Abruzzo abbiano un approccio finanziario più cauto rispetto alla media nazionale, caratterizzato da portafogli posizionati per quasi il 60% su attività liquide. «Ne emerge un’esposizione di portafoglio complessiva orientata verso strumenti finanziari semplici, con un profilo di rischio contenuto ma conseguentemente anche poco remunerativi».
«Se una tale strategia ha consentito di proteggere meglio la ricchezza in fasi di turbolenza dei mercati», si analizza nel rapporto, «non è detto che essa rappresenti la scelta ottimale in un contesto di graduale normalizzazione degli stessi. Infatti, una maggiore esposizione verso strumenti professionali di gestione del risparmio (come i fondi d’investimento o le riserve tecniche delle polizze assicurative), dovrebbe garantire un rendimento del capitale più adeguato su un orizzonte di tempo di medio lungo periodo».