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Abruzzo/ Con la crisi sempre più cooperative giovanili

D’Alessandro, «Dati positivi spingano istituzioni a sostenere modello»

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Abruzzo/ Con la crisi sempre più cooperative giovanili





ABRUZZO. In Abruzzo il tasso di natalità delle imprese cooperative giovanili è pari al 20,4%, a fronte di un tasso di mortalità del 6,2% e con un tasso di evoluzione pari al 14,2%.
Il dato è in controtendenza rispetto a quello del Sud e delle isole (13,4%, 2%, 11,4%) e a quello nazionale (14,7%, 2,4%, 12,2%). Per quanto riguarda, invece, le imprese cooperative in genere, il tasso di natalità è pari al 5,8%, quello di mortalità al 3,9% e il tasso di evoluzione all’1,9%. E’ quanto emerge da un approfondimento condotto da Confcooperative Abruzzo sui dati contenuti nel focus sull’occupazione giovanile realizzato da Unioncamere. Lo studio rileva, inoltre, che il valore aggiunto prodotto complessivamente dai giovani occupati abruzzesi ammonta a 4 miliardi e 518mila euro, pari al 17,2% del totale.
«Appare evidente che la naturale spinta ad aggregarsi per fare impresa è di molto superiore a qualunque altra forma d’incentivo – commenta il vicepresidente regionale di Confcooperative, Giuseppe D’Alessandro -. L’auspicio è che i risultati positivi siano uno stimolo per le istituzioni a sostenere il modello d’impresa cooperativo, specie in un momento di crisi sistemica».
«I risultati registrati dalle imprese cooperative abruzzesi nel settore agroalimentare – aggiunge D’Alessandro - segnano un aumento del fatturato contestualmente ad una forte internazionalizzazione, mentre il settore del credito cooperativo ha dimostrato, in un momento di crisi, la propria peculiarità, ovvero la capacità di investire sul territorio e sulle sue imprese, aumentando le linee di credito alle aziende e finanziando le start up di giovani imprenditori. Il settore del facility management, attraverso gli strumenti consortili, ha dimostrato di competere con le multinazionali straniere presenti in tutta Italia ed infine la tradizionale attività dei servizi alla persona, erogati dalle cooperative sociali, vive una nuova primavera in virtù delle opportunità che nascono dai nuovi bisogni della popolazione e dalle possibilità di essere dei partner innovativi per il sistema sanitario».
«Il sistema cooperativo risveglia la voglia e la necessità del fare assieme – conclude il vicepresidente - in contrapposizione ad una cultura dominate, ma fallimentare, orientata al mero profitto, la quale non tiene conto della persona e del bene comune».