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Patto stabilità. Anci: «pronti a sforare, governo si muova»

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Patto stabilità. Anci: «pronti a sforare, governo si muova»


ROMA. Nessun ultimatum, certo, ma oggi è partito ufficialmente il countdown dei Comuni nei confronti del Governo Monti.
Che è cordialmente invitato a varare un provvedimento - al più tardi tra Pasqua e la prima metà di aprile - che consenta uno smottamento del patto di stabilità per circa 9 miliardi, da dirottare in spese per investimenti e opere.
Azioni che si tradurrebbero inevitabilmente in una insperata boccata d'ossigeno per migliaia di imprese, in primis quelle dell'edilizia. Altrimenti, ha avvertito il presidente dell'Anci Graziano Delrio, unilateralmente i Sindaci potrebbero decidere di effettuare i pagamenti in giornata, utilizzando una delibera di giunta denominata 'Oggi Pago'.
Ma non basta: l'Anci ha messo in calendario anche una manifestazione il 21 marzo (aperta a sindacati, istituzioni e associazioni, che dovrebbe tenersi davanti Montecitorio), per cercare di sensibilizzare i nuovi eletti. Ma i Comuni non sono soli: in giornata le Province hanno messo sul piatto altri 2 miliardi di euro, anche in questo caso, ha chiarito il presidente Upi Antonio Saitta, «per non far fallire le imprese». Soddisfatto Delrio che tenta di convincere Mario Monti: «altri paesi come la Spagna sono riusciti a ottenere quanto chiedevano - ha puntualizzato nel corso di un'affollata conferenza stampa - per questa ragione chiediamo al governo di approvare un atto di 'sobrieta' intelligenté».
 Il leader dei Sindaci, da sempre politicamente vicino al primo cittadino di Firenze Matteo Renzi, ha apprezzato la condivisione espressa ieri dal Presidente Napolitano per adottare con urgenza «misure volte a rendere possibile lo sblocco dei pagamenti dovuti dalle P.A.».
 Qualcosa di più di una moral suasion che ha autorizzato Delrio a chiedere «a tutte le forze politiche di assumere in Parlamento una autonoma iniziativa legislativa affiché le gravi e impellenti questioni poste da noi trovino immediata approvazione».
 Chiaro anche il punto di vista di Gianni Alemanno, presidente del consiglio nazionale Anci e sindaco di Roma: «la nostra è una durissima, ulteriore, sollecitazione al governo perché affronti il problema del patto di stabilità», che è chiamato «a dare un segnale», visto che «sono in corso trattative in Europa e si può fare un gesto che permetta ai Comuni di pagare le imprese».
 Sulla stessa linea il vicepresidente Anci e sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, a detta del quale «nell'ultimo anno si è guardato troppo al debito e quasi per niente allo sviluppo».
 Sostegno all'Anci è arrivato in giornata anche da Pierpaolo Baretta del Pd, dalla Confartigianato e - in questo caso ribadita - dal governatore del Veneto Luca Zaia. Unico in controcorrente il sindaco di Padova, Flavio Zanonato, che, «pur condividendo la preoccupazione per le condizioni in cui versano i Comuni», non è convinto «che il rimedio sia la violazione del patto», perché «controproducente e inattuabile».