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Cooperative, «in Abruzzo 36mila occupati in più nel 2012»

Redazione Pdn

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Cooperative, «in Abruzzo 36mila occupati in più nel 2012»
ABRUZZO. «Le cooperative crescono, anche se la politica non ha ben compreso la valenza strategica e l'effetto moltiplicatore che l'economia cooperativa è in grado di generare».




Lo afferma, nel commentare i dati contenuti nel primo Rapporto del Censis sulla cooperazione italiana, il presidente di Confcooperative Pescara e vicepresidente regionale della Confederazione delle cooperative, Giuseppe D’Alessandro, secondo cui «anche in Abruzzo dovrebbe esserci una attenzione e una premialità specifica in termini di incentivi e pressione fiscale sulle imprese cooperative, le quali hanno come principale obiettivo l'occupazione ed il reddito dei soci».
Stando ai risultati dell’indagine del Centro Studi Investimenti Sociali, le imprese cooperative, in Italia, battono la crisi e mettono a segno una crescita occupazionale record, proprio negli anni bui della congiuntura. Tra il 2007 e il 2011, a fronte di un calo dell'1,2% dell'occupazione complessiva e del 2,3% nelle imprese, gli addetti delle cooperative sono aumentati dell'8%. Nei primi nove mesi del 2012, inoltre, le coop hanno creato 36mila posti in più (+2,8%) portando il numero degli addetti a quota 1.341.000.
«Il rapporto - evidenzia D'Alessandro - conferma, dunque, il trend positivo e l'andamento anticiclico del settore. Solo 40 anni fa le cooperative italiane erano 10.000 e occupavano 200.000 persone, mentre oggi sono 80.000 ed occupano 1.350.000 persone. Nonostante una buona tenuta, la maggioranza delle imprese del settore, così come evidenziato nell’indagine, non crede ad una effettiva ripresa nel 2013, per cui si dovrà attendere ancora».
«Per l'immediato futuro - dice ancora D'Alessandro citando i dati contenuti nel Rapporto - gli obiettivi prioritari sono riduzione dei costi (41,2%) e accesso a nuovi mercati (35,3%) anche se le coop sono generalmente poco orientate a operare all'estero: solo il 7,4% esporta e solo il 2,2% è impegnato in joint venture con stranieri. Il primato dell'export spetta all'agroalimentare (26,3% delle cooperative)».  «Quello che le cooperative temono di più - sottolinea il vicepresidente di Confcooperative Abruzzo - non è tanto il mercato, quanto, piuttosto, gli attacchi politici. Le coop, infatti, hanno temuto più la politica che il mercato, subendo dalla fine degli anni '80 ad oggi un tentativo di omologazione alle società capitalistiche. Nonostante questo, però - conclude D’Alessandro -, hanno continuato a crescere sia negli anni di crisi strutturale, sia in quelli degli attacchi politici all'ordinamento civilistico e fiscale».