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Fiom Cgil: «ecco perchè Micron abbandonerà Avezzano»

Preoccupazione per le dichiarazioni del direttore generale della divisione mobile di Aptina

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Fiom Cgil: «ecco perchè Micron abbandonerà Avezzano»
AVEZZANO. La Fiom Cgil L’Aquila è preoccupata per il futuro dello stabilimento Micron di Avezzano, alla luce delle recenti dichiarazioni di Farshid Sabet, vice presidente e direttore generale della divisione mobile di Aptina.

Sabet, secondo quanto riportato dal portale “Digitimes” l’8 novembre, ha dichiarato che la sua azienda si rifornirà di sensori d’immagine su supporti a 12 pollici (300mm) prodotti da Fab Micron.
Questa esternazione, secondo il sindacato, potrebbe essere la prova del fatto che la Micron voglia uscire dalla produzione dei sensori d’immagine su supporto a 200mm (quelli prodotti nello stabilimento di Avezzano) ed abbandonare così la produzione nella Marsica.
I dubbi sulle sorti di Micron Avezzano si trascinano da tempo alimentati anche, dice il sindacato, dalle dichiarazioni di Sergio Galbiati, direttore generale di Micron Italia, il 26 luglio 2012 a Monza in un incontro con le rappresentanze sindacali nazionali. In quella sede, Galbiati ha parlato della vendita di Micron Avezzano.
Il ramo marsicano dell’azienda è il secondo impianto d’Abruzzo che incide per il 10% nell’export della Regione oltre a raccogliere dipendenti provenienti da tutte le realtà limitrofe comprese la città de L’Aquila e l’area del “cratere”. L’azienda dà lavoro a più di1624 persone ad Avezzano e produce supporti a 200mm.
Secondo Fiom Cgil nel futuro i sensori d’immagine vedranno diviso il mercato: 60% su supporto a 300 mm e 40% su 200 mm. Questo rapporto, nel tempo, andra’ sempre piu’ a vantaggio della tecnologia a 300mm e dunque per la sede di Avezzano si prospetta un futuro nero.
Sarà poi difficile individuare un nuovo acquirente per Avezzano visto che: lo stabilimento è una foundry (cioè un’ impresa che produce il prodotto allo stato grezzo ed ha bisogno di un’industria finale che lo perfezioni); sono poche le aziende interessate ad investire, vista la crisi economica; la produzione di Micron Avezzano è settoriale (dunque bisognerebbe trovare imprese interessate a quel determinato prodotto).
La soluzione indicata da Fiom consiste quindi nel costituire un consorzio tra più soggetti industriali che possano utilizzare l’attuale sito marsicano, individuare immediatamente nuovi soggetti industriali che abbiano la possibilità di effettuare investimenti in modo da consentire una produzione di componenti su supporto a 200mm da collocare su diversi mercati: automotive, salute, home automation, sicurezza, wireless e Led; completare, l’attuale processo produttivo dei sensori d’immagine; prevedere la realizzazione di un laboratorio di ricerca e sviluppo e relativa minilinea.
Fiom Cgil si mobiliterà per portare avanti tali proposte che, «unitamente a quelle su una nuova organizzazione del lavoro, sono le uniche in grado di consentire la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali». Il sindacato ha anche ribadito la necessità di avviare immediatamente un confronto con Micron per capire le sorti dei lavoratori di Avezzano.
m.b.