INDUSTRIE ED INVESTIMENTI

Bussi, accordo Solvay Toto sempre più vicino

Regione Abruzzo plaude all’iniziativa

Redazione Pdn

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Carlo Toto

Carlo Toto

ROMA. Incontro a Roma, ieri, presso l'Avvocatura dello Stato, per un nuovo incontro sula bonifica e la reindustralizzazione del sito industriale di Bussi.

Nella capitale si sono incontrati i rappresentanti delle aziende Toto e Solvay, il commissario delegato per il bacino Aterno-Pescara, Adriano Goio, il sindaco di Bussi e il vice presidente della Giunta regionale Alfredo Castiglione.
Sul tavolo c’è un'intesa tra i gruppi privati interessati per la stipula di un accordo di programma che prevede la cessione delle aree, la loro messa in sicurezza, la bonifica e la reindustrializzazione del sito, la tutela ed il riassorbimento dei lavori. C’è in ipotesi anche l'ampliamento dei livelli occupazionali alla luce del fatto che, nei processi di reindustrializzazione, potrebbero essere previsti anche altri insediamenti produttivi da parte dell'azienda Toto.
Il nuovo progetto che dovrebbe nascere sulle fondamenta del polo chimico prevederebbe l'impiego di 296 dipendenti e ci sarebbe l’intenzione di assorbire le 110 unità che lascerebbero la Solvay.
Il gruppo Toto sarebbe intenzionato a costruire un insediamento industriale, forse due, un cementificio che rientrerebbe nella filiera delle attività svolte dalla spa ed una officina per la manutenzione delle locomotive che rientrerebbe invece nelle attività della Railone, la versione sui binari di Airone, sempre della famiglia Toto.
Regione e Comune di Bussi hanno valutato tale ipotesi di sviluppo in maniera decisamente positiva.
«In particolare, compatibilmente con la legislazione regionale vigente - ha rimarcato Castiglione - la Giunta regionale si esprime favorevolmente rispetto all'ipotesi di nuove iniziative industriali che vadano, comunque, nella direzione di tutelare gli interessi dei lavoratori e di salvaguardare, al tempo stesso, quelli del territorio che potrebbe beneficiare della creazione di ulteriori posti di lavoro».
A disposizione ci sono inoltre 50 milioni di euro che il Governo ha consegnato nelle mani del commissario straordinario per il risanamento del fiume Aterno-Pescara.
Unica voce che pare dissonante nel nuovo idillio è quello di Rifondazione comunista che già nei mesi scorsi aveva ricordato che la Solvay è obbligata per legge a bonificare l’area e che nessun tipo di aiuto o finanziamento può intervenire a sgravare anche in parte questo obbligo giuridico preesistente.