CRISI

Tocco da Casauria, dalla Compagnia Italiana Rimorchi rassicurazioni ai lavoratori

Il sindaco ha incontrato l’azienda

Redazione Pdn

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Tocco da Casauria, dalla Compagnia Italiana Rimorchi rassicurazioni ai lavoratori

TOCCO DA CASAURIA. Un incontro con i vertici dell’azienda Cir (Compagnia Italiana Rimorchi, ex Merker) di Tocco da Casauria.
La riunione che si è tenuto la scorsa settimana è stata convocata per discutere della situazione di crisi in atto nel lo stabilimento di contrada Ceppeto che produce rimorchi e semirimorchi.
Il sindaco Luciano Lattanzio ha incontrato il responsabile Risorse Umane e Relazioni Industriali ed Esterne del gruppo CIR, Alfonso Orfanelli.
«Ho manifestato piena e pronta disponibilità dell’amministrazione comunale nei confronti dei lavoratori e dell’azienda – ha sottolineato il primo cittadino Lattanzio – In questo momento particolare possiamo fare ben poco, vista la crisi di sistema che coinvolge tutti e va affrontata chiedendo uno sforzo condiviso. Con sobrietà, ci siamo, comunque, messi a disposizione dell’azienda che ci terrà informati sulla trattativa sindacale in corso, in particolare, in merito al possibile rischio che i lavoratori perdano il loro posto di lavoro». «Sono fortemente preoccupato – ha osservato il sindaco - per la situazione, per questo ho voluto verificare quale sostegno le istituzioni locali possano fornire per un’auspicabile positiva soluzione della difficile situazione».
Da parte sua l’azienda ha confermato la piena volontà di andare avanti in un progetto in cui la famiglia Margaritelli, socio di maggioranza di CIR, ha creduto e crede tuttora, nonostante la gravità della crisi di un settore che fino a pochi anni fa aveva volumi di immatricolazioni superiori alle 15 mila unità annue contro le scarse 6500 che si prevedono per il 2012.
Per quanto riguarda i livelli occupazionali l’azienda, sin dalle prime avvisaglie di crisi del 2008, «ha avviato tutte le azioni possibili e immaginabili per la salvaguardia dei posti di lavoro; ancor di più in un momento delicato come quello attuale, attraverso il ricorso ad ammortizzatori sociali di ampio respiro, con la necessaria dichiarazione di esuberi legati alla situazione congiunturale e non a condizioni strutturali dell’Azienda stessa».