FINANZIAMENTI PUBBLICI

Confidi, a rischio 15 mln di euro del bando Fira

Le associazioni chiedono le dimissioni dell’assessore Alfredo Castiglione

Redazione Pdn

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Alfredo Castiglione

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ABRUZZO. Sono 17 associazioni e chiedono le dimissioni dell’assessore Alfredo Castiglione.

I confidi hanno puntato il dito contro l’abrogazione, da parte della Regione, del regolamento attuativo della legge numero 37/2010 sulla base del quale è stato pubblicato il bando Fira per l’ assegnazione di circa 15 milioni di euro.
Una mossa che ha messo a serio rischio le risorse stanziate per i confidi.
Il problema è che la Regione Abruzzo ha approvato una legge, la numero 37 del 2010, che garantisce l’accesso al credito alle imprese abruzzesi. Allo stesso tempo la Fira (finanziaria regionale) ha emesso un bando da 15 mln di euro tratti dal Por-Fesr 2007-2013 destinati al rafforzamento dei fondi di garanzia dei confidi.
Ma la legge regionale sui confidi è stata contestata dalle piccole imprese che si sono sentite discriminate (secondo alcuni imprenditori la legge viola la libera concorrenza e stabilisce dei criteri troppo selettivi per l’accesso al credito). Così lo scorso 12 aprile, l’Autorità Garante della Concorrenza del mercato ha chiesto alla Regione di disapplicare la norma.

Oggi, dicono i Confidi, l’abrogazione del regolamento attuativo della legge n. 37/2010 provocherà il blocco del bando e metterà a rischio la somma in favore dei confidi.
Le associazioni sono molto arrabbiate e chiedono le dimissioni dell’assessore Alfredo Castiglione, ritenuto tra i sostenitori della norma, l’abrogazione della legge, l’applicazione delle norme precedenti sui confidi.
«Si dovrà procedere alla modifica principalmente della legge», hanno detto i 17 confidi, «e conseguentemente del relativo regolamento. Il passo indietro della Regione, e la relativa ammissione degli errori che hanno condotto a questa battaglia legale, non determina una euforia nei ricorrenti, ma l’amarezza per i due anni persi per i quali non si può non pretendere che qualcuno paghi. In primo luogo, come già più volte affermato, è il vice presidente Alfredo Castiglione che dovrebbe rimettere il proprio mandato senza ulteriori indugi dato che è stata la sua testardaggine che, unita alla necessaria umiltà che avrebbe dovuto spingerlo a condividere il percorso normativo con gli esperti del settore, ha causato le peggiori conseguenze in questa vicenda. Ma le colpe vanno distribuite anche in seno al Consiglio regionale dove la maggior parte dei politici coinvolti, con rilevanti e dovute eccezioni che saranno a suo tempo rimarcate, ha ignorato gli appelli dei ricorrenti o non ha agito come ci si sarebbe aspettato. Sono scese in campo 15.633 imprese, una parte rilevante dell’intera economia regionale che si è scelto di ignorare».
m.b.