ECONOMIA E CRISI

Abruzzo in crisi: «2.400.000 ore in più di cassa integrazione »

La Cisl Abruzzo ha chiesto a Chiodi interventi immediati

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operai al lavoro
ABRUZZO. I dati spaventano, fanno riflettere ed a tratti scoraggiano. La regione Abruzzo ha registrato un forte calo di occupazione e produttività nel 2012 rispetto all’anno passato.

Lo dicono i numeri dell’ indagine “Analisi del mercato del lavoro e dell’economia regionale abruzzese” condotta dal centro studi Michelangelo Ciancaglini.
Lo studio ha analizzato diversi parametri (occupazione, disoccupazione, ammortizzatori sociali, esportazioni, imprese) della regione, riferiti al 2012, e li ha messi a confronto con quelli degli anni passati, in particolare con il 2011.
Il segretario generale della Cisl Abruzzo, Maurizio Spina, ha chiesto al presidente Gianni Chiodi di intervenire con misure efficaci sulle aree di crisi, per il 2013.

DISOCCUPAZIONE: DA 7,9% A 10, 9%
Il primo dato che balza all’occhio dallo studio è la percentuale di disoccupazione in Abruzzo, salita dal 7,9 % del secondo trimestre 2011, al 10, 9% del secondo trimestre 2012. In Italia, nello stesso periodo di riferimento, la disoccupazione è passata da 7,8 % a 10,5%.

CASSA INTEGRAZIONE IN AUMENTO
Le ore di cassa integrazione richieste nei primi 8 mesi di quest’anno (da gennaio ad agosto) sono state circa 2.400.000 in più, pari al 12,09% in più, rispetto all’anno precedente. Le piccole imprese artigiane, ha sottolineato Spina, «nei primi mesi di quest’anno hanno aumentato del 120% il ricorso alla cassa integrazione e questo è un segnale molto preoccupante».
Nella provincia di Teramo la variazione percentuale 2011-2012 delle ore di cassa integrazione richieste è del 30,2% nel periodo che va da gennaio ad agosto, rispetto allo stesso periodo dell’anno passato.
Nel chietino, invece, l’aumento di cassa integrazione 2011-2012 (periodo gennaio-agosto) è stato pari al 19,08% , nel pescarese è stato del 16,02% e nell’aquilano del -19,9%.

PIU’ AMMORTIZZATORI SOCIALI
Sono in aumento le persone che beneficiano degli ammortizzatori sociali (disoccupazione ordinaria e mobilità) in Abruzzo. Circa 6 mila abruzzesi in più rispetto al 2011(da 34.948 a 40.754). Gli interventi a sostegno del reddito risultano tre volte superiori a quelli registrati prima della crisi.
In particolare sono 15.716 le persone che nel periodo tra gennaio ed agosto 2012 hanno beneficiato della cassa integrazione, rispetto ai 14.021 dello stesso periodo nel 2011. Nello stesso periodo sono 6.636 i soggetti che hanno ottenuto un’ indennità di mobilità rispetto ai 5.968 dell’anno passato, e 18.402 le persone che hanno ricevuto un’ indennità non agricola, rispetto ai 14.960 dell’anno precedente.
A L’Aquila il numero dei beneficiari di ammortizzatori è passato dagli 8.856 nel 2011 (periodo gennaio- agosto) ai 9.273 nel 2012, per una variazione del 4,7%.
A Chieti si è passati da 9.739 beneficiari ad 11.788 nel 2012 per un aumento percentuale del 21%. A Pescara da 5.894 a 6.820 per un aumento di 15,7 %; a Teramo da 10.460 a 12.873 per un incremento del 23,1%.

ESPORTAZIONI
La dinamica dell’esportazioni, che fino al 2011 registrava andamenti positivi, nel secondo trimestre 2012 è risultata negativa (-4,8%). «L’export non sembra essere più in grado di franare la caduta dell’economia regionale», ha detto Spina.

POCHE OPPORTUNITA’ PER I GIOVANI
Il tasso di imprenditorialità giovanile nel secondo trimestre 2012 ha registrato un segno meno in tutte le province: in particolare un -2,92% a Teramo, -0,68 % a Pescara, -2,23% a L’Aquila, -1.08% a Chieti.
«L’apertura di processi di forte riorganizzazione nei grandi gruppi multinazionali e nazionali quali Honda, Pilkinton, Micron, Burgo», ha concluso Spina, «che rischiano di determinare anche un ripensamento della presenza delle multinazionali in Abruzzo, rappresenta un nuovo segnale preoccupante che deve vedere impegnata in primo luogo la Regione. La realizzazione dell’intesa sul Pacchetto Regionale per il Sostegno al Tessuto Produttivo e all’Occupazione approvato in Giunta regionale, è un risultato importante ma non ancora sufficiente».
m.b.