IL FATTO

Legge edilizia, dopo l’approvazione i costruttori vogliono nuove modifiche

Acerbo (Rc): «vogliono una deregulation totale»

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ABRUZZO. Nella notte tra il 18 e il 19 settembre il Consiglio regionale ha approvato la nuova legge edilizia.

Diverse le reazioni: Pdl soddisfatto, opposizione soddisfatta a metà («si poteva fare peggio e i danni sono stati limitati», hanno detto i vari consiglieri).
Ma adesso i costruttori chiedono qualche modifica prima della pubblicazione della legge sul Bura.
Il presidente dell'Ance, Antonio D'Intino, (Madis costruzioni) ha scritto martedì scorso una lettera al presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano chiedendo un'audizione da parte dei capigruppo «auspicando che il Consiglio possa assumere provvedimenti».
Nella lettera D'Intino parla a nome di tutto il mondo dell'edilizia (Cna Costruzioni, Apiedil, Confartigianato Acai, Casartigiani, Upaclaai, Lega Coop, Confcooperative, Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil».
«Auspicavamo l’approvazione di un testo, così come è avvenuto in molte regioni italiane, capace di dare una scossa al settore delle costruzioni ormai in crisi profonda», spiega D’Intino nella missiva.
«Purtroppo, invece, abbiamo constatato che il testo di legge approvato va nella direzione opposta,
contiene, infatti, elementi che lo renderanno inapplicabile sia per le contraddizioni presenti nei vari articoli che per la complessità delle procedure».
L’esponente dell’Ance parla addirittura di «profili di illegittimità» presenti nel testo approvato dal Consiglio «che ne minano alla radice l'applicazione e la effettiva utilizzabilità».
Illegittimità, insiste D’Intino, «che investono anche un evidente contrasto con la normativa
nazionale contenuta nel decreto sviluppo».
Da qui la richiesta di rivedere il tutto.


ACERBO: «VOLEVANO LA LEGGE DELLA CALABRIA»
«Il motivo del malcontento è facilmente intuibile», commenta il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo (che ha reso nota la lettera firmata dal presidente Ance): «i potenti costruttori pescaresi avevano concordato con il Pdl una legge simile a quella della Calabria che consentisse una totale deregulation urbanistica e superpremi di cubatura ovunque e dovunque in deroga a tutto. La nostra battaglia in Consiglio Regionale ha invece modificato sostanzialmente il testo inserendo una regolamentazione anche se più blanda di quella delle altre regioni».
Da giorni si sarebbe scatenata dunque una fortissima pressione sugli esponenti del Pdl per chiedere di bloccare il provvedimento.
«Mi risulta», continua Acerbo, che D'Intino prima ha scritto a Pagano, poi ha comunicato la cosa alle sigle del mondo dell'edilizia (il cui nome compare nella parte alta della lettera, ndr). Anzi mi risulta che almeno la Fillea Cgil e l'Apiedil (i costruttori dell'Api) abbiano comunicato a Pagano di non aver sottoscritto la lettera inviata dall'Ance anche a loro nome».
Il consigliere di Rifondazione chiede che non ci siamo manovre dilatorie rispetto ai tempi di promulgazione e pubblicazione e assicura: «vigilerò in tal senso» perché «non possiamo lavorare sotto dettatura di ristretti gruppi di privati interessati che finiscono col danneggiare con le loro pretese esagerate l'insieme dello stesso mondo dell'edilizia regionale».
Acerbo chiede che la legge venga pubblicata immediatamente, così come previsto e se ci sono correzioni da fare il Consiglio può intervenire successivamente se lo si riterrà opportuno.
Aspettare potrebbe essere ‘rischioso’: «si prefigurerebbe», chiarisce l’esponente di Rc, «la possibilità di portare avanti operazioni edilizie che sulla base della legge approvata non sarebbero più consentite o comunque sarebbero sottoposte al vaglio del consiglio comunale».

L.R. Edilizia Abruzzo - Nota12116