LA PROPOSTA

«Il Comune garantisca per gli imprenditori nei confronti delle banche»

Il consigliere comunale Blasioli (Pd) ha proposto una mozione

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PESCARA. E’ difficile sì, quanto è difficile per me, piccolo imprenditore, ottenere finanziamenti dalle banche.

Il consigliere comunale di Pescara, Antonio Blasioli (Pd) ha pensato ad una soluzione, in grado di offrire garanzie alle banche e sicurezza ai piccoli imprenditori. La sua proposta, presentata sotto forma di mozione, prende spunto dall’andamento negativo registrato delle imprese pescaresi nell’anno 2011.
Secondo il consigliere, il Comune deve istituire un fondo rischi sperimentale pari a €. 100.000,00 (ma la cifra potrebbe crescere o aumentare dopo la prima sperimentazione). Con questo fondo il Comune dice alla banca:«dai credito all’imprenditore tanto c’è un fondo su cui puoi rifarti se lui non ti restituisce il credito».
Il fondo, secondo Blasioli, «deve essere accessibile, in misura percentuale, solo ad avvenuta certificazione dell’eventuale insolvenza del beneficiario del finanziamento».
Il consigliere ha poi invitato i confidi ad applicare costi più ragionevoli per l’accesso al credito ed a valutare la storia professionale, la serietà e la credibilità dell’imprenditore che chiede il finanziamento.
Blasioli ha proposto di costituire un comitato ristretto di due persone con competenze capacità tecnico gestionali di imprese e due consiglieri comunali in rappresentanza di maggioranza e opposizione. Questi a titolo completamente gratuito, dovranno stabilire un protocollo d’intesa con le banche locali ed i confidi e garantire l’operatività del fondo a sostegno delle micro imprese pescaresi.
«E’ importante», ha sottolineato Blasioli, «sollecitare gli istituti di credito presenti sul territorio comunale ed in particolare quelli espressione maggioritaria del territorio, anche coinvolgendo le rispettive fondazioni, a ridurre ulteriormente il costo del denaro nei confronti delle concessioni di credito a micro e piccoli imprenditori attivi nel territorio comunale».
Secondo i dati della Camera di Commercio sono tante le imprese che al 31 dicembre 2011 hanno chiuso la loro attività, molte di più rispetto al 2010.
E’ il caso delle attività legate all’agricoltura (271 attività chiuse), rispetto alle 260 del 2010.
Così come le attività manifatturiere (260 dismesse) rispetto alle 194 del 2011; stessa cosa dicasi per il settore costruzioni che ha registrato la chiusura di 370 attività nel 2011 rispetto alle 285 del 2010.
928, invece, sono le attività di commercio all’ingrosso ed al dettaglio che hanno chiuso i battenti, rispetto alle 770 del 2010.
m.b.