INDUSTRIE

Crisi Micron, Di Pangrazio a Passera: «non siamo secondi all’Ilva o alla Fiat»

Sindaco Avezzano chiede incontro urgente con ministro

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Il ministro Corrado Passera

Il ministro Corrado Passera

AVEZZANO. Passera non apre il tavolo di crisi sulla Micron, chiesto ufficialmente il 30 luglio.

Il sindaco, Giovanni Di Pangrazio, preoccupato per il silenzio dei Palazzi romani e per i possibili risvolti sociali, torna a bussare alla porta del Ministro dello Sviluppo Economico, affinché «convochi subito» un incontro per discutere sulla problematica relativa alla vendita della Micron di Avezzano, ma soprattutto, sulle politiche industriali del Governo nel campo dei semiconduttori.
«La Micron ha interessi nel settore in diverse regioni italiane», evidenzia Di Pangrazio, «il governo non può stare a guardare. Questa vertenza non è da meno di quelle attualmente in primo piano, come l'Ilva e la Fiat». Lo stabilimento Micron di Avezzano, infatti, contribuisce al 33% del Pil (prodotto interno lordo) provinciale, oltre a rappresentare il 6% dell'export regionale.

L'azienda, in termini di retribuzioni, distribuisce oltre 100 milioni di euro all'anno e occupa circa 1700 dipendenti diretti e altri 500 creati dall'indotto. Quasi superfluo, quindi, ricordare «l'importanza strategica che riveste la Micron per la Marsica e l'Abruzzo»: la messa sul mercato dello stabilimento di Avezzano, l'unico che la Compagnia ha dichiarato di mettere in vendita e dove non opererà investimenti occupazionali/industriali, sta generando forti preoccupazioni, tanto che il sindaco Giovanni Di Pangrazio, nel sollecito mirato a ottenere l'apertura del tavolo di crisi, avverte il Ministro dello Sviluppo Economico: raccomanda la massima attenzione in relazione alle possibili tensioni sociali.
«La Marsica», conclude il primo cittadino, «sta vivendo una fase di estrema difficoltà, derivante dalla crisi mondiale, ulteriori mazzate sul fronte economico-occupazionale potrebbero risultare ingestibili».
E, visto che stiamo parlando di una vertenza che interessa oltre 2.000 famiglie, il Ministro-tecnico, Corrado Passera, «dovrebbe ascoltare il grido d'allarme che sale dal territorio: le tensioni che iniziano a far capolino all'esterno, infatti, potrebbe infiammarsi sempre più, come sta avvenendo in tante piazze d'Italia».