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Forest Oil rassicura con il suo parco gas compatibile

Enrico Graziani: «non c’è limite alle panzane»

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Giorgio Mazzenga davanti alla Regione

Giorgio Mazzenga davanti alla Regione

BOMBA. Uccellini, fiorellini, animaletti sgambettanti, aree pic-nic. Bomba non ha di che preoccuparsi, la Forest Oil ha in tasca la soluzione che ci vuole: un bel parco per rilanciare il turismo locale.

L’idea è perfettamente compatibile con la centrale di estrazione gas, fa sapere Giorgio Mazzenga amministratore delegato della Forest Oil Corporation Italia, in una lettera diretta al quotidiano "Il Centro".
«Forest conferma l’apertura e disponibilità al dialogo con le comunità locali», ha detto l’amministratore, «riteniamo che il progetto debba essere considerato come un'opportunità per valorizzare il territorio, confermando come sia possibile la coesistenza tra la centrale di estrazione gas con le attività turistiche».
La proposta di un ecoparco è contenuta in quelle misure di compensazione (stabilite da Forest e già note da tempo) che prevedono, tra l’altro, corposi ristori agli Enti pubblici.

IL PARCO
Il suo nome di battesimo è Ecopark. Così si legge sulla pagina Web della Forest Oil
. Si tratta di un parco ecologico lungo le sponde del fiume Sangro che la Forest si è impegnata a costruire. Il parco avrà un percorso-vita attrezzato, punti per l'osservazione degli animali, piste ciclabili e aree picnic e contribuirà anche alla salvaguardia di flora e fauna locali e alla difesa e rafforzamento degli argini fluviali.
Il 12 settembre scorso Giorgio Mazzenga prendendo spunto dal trend turistico negativo registrato a Bomba nella stagione estiva, come riportato su articoli di giornale de Il Centro, ha rispolverato l’idea.
«Essendo ormai da anni presenti sul territorio con il nostro progetto di estrazione del gas», ha scritto, «riteniamo opportuno intervenire sul tema. I dati sulle presenze di quest'anno riportati e le dichiarazioni espresse dagli stessi operatori turistici confermano come la zona del lago di Bomba continui a non avere un impatto turistico significativo. Riteniamo che in questo ambito il progetto Forest possa aiutare lo sviluppo a livello turistico di Bomba, tramite le royalties di cui beneficeranno la Regione e i Comuni coinvolti e che potranno essere destinate anche alla promozione turistica del territorio e al potenziamento delle strutture e dei servizi; tutto questo nell'ambito del proprio progetto che spera possa ottenere a breve tutte le autorizzazioni necessarie».

COMPENSANZIONI
E tra le altre misure di compensazione previste per cittadini, comunità ed Enti la Forest ha in mente uno sconto sulla distribuzione di gas naturale agli abitanti del comune di Bomba (la fornitura a prezzo scontato sarà mantenuta in vigore per tutta la vita produttiva del giacimento); il finanziamento di borse di studio universitarie per uno o più studenti scelti in base al loro curriculum universitario e alle fasce di reddito di appartenenza (i dettagli relativi alla somma e alle modalità d'erogazione saranno perfezionati in accordo con il Comune di Bomba).
Anche gli Enti locali beneficeranno di ingenti somme, derivanti dall'applicazione delle royalties minerarie. In particolare Forest prevede 30,4 mln di euro in royalties alla Regione Abruzzo (2,2 milioni l'anno), 5,37 mln in royalties per il Comune di Bomba (383 mila euro annui), 148,2 mln in tasse per lo Stato, 20,477 mln in Irap per la Regione Abruzzo, 95.000 euro in tasse e contributi sociali per il Comune di Bomba ai quali andranno aggiunti i pagamenti di Ici e Tosap, al momento non quantificabili.
E non solo, perché la Forest, si legge sulla sua pagina Web, «è disponibile a modificare e adeguare parte delle misure compensative già individuate, ove ad avviso della Regione o del Comune di Bomba, ve ne fossero altre più adeguate».

«NON C’E’ LIMITE ALLE PANZANE»
Ed il parco gas compatibile della Forest ha suscitato l’indignazione di Enrico Graziani di Nuovo Senso Civico che dopo aver letto la lettera di Mazzenga ha commentato così: «non c’è limite alle panzane spacciate dai petrolieri per tentare di ingannare le popolazioni».
Graziani ha ricordato che tutta l’area «è investita da frane e che potrebbe esserci anche il rischio subsidenza cioè l’abbassamento del suolo a seguito delle estrazioni».
«Si consideri che la diga di Bomba è fatta di terra», ha detto, «che dietro di essa vi è un lago artificiale di 80 milioni di metri cubi di acqua, che a valle vi abitano circa 15.000 persone e che vi sono fabbriche con circa 13 mila operai, ed infine che la bolla di gas al di sotto del lago è 44 volte più ampia del lago stesso. Da ultimo si consideri che a poche centinaia di metri dal luogo dove dovrebbero sorgere gli impianti petroliferi vi sono i tronconi di un viadotto crollato poco prima dell’inaugurazione e che la strada realizzata nel 2009 intorno al lago per i Giochi del Mediterraneo si è subito dissestata. E’ perciò altamente probabile che, non appena verrà toccato il precarissimo equilibrio dell’area, si possano innescare frane catastrofiche, che potrebbero perfino destabilizzare la diga. E’ un destino ineluttabile che il nostro resti il Paese delle catastrofi annunciate?».
Graziani ha poi ricordato la vicenda della Sangro Chimica «una gigantesca raffineria che volevano costruire in Val Di Sangro, a breve distanza dalla riva del mare, e che aveva assicurato di voler costruire uno stabilimento balneare cooperativo annesso alla raffineria».
C’è chi invece come Franco Caramanico (Sel) ha apprezzato e condiviso la volontà da parte dei vertici della Forest Oil di voler dialogare con le comunità locali ma ha ricordato che il progetto della Forest «contrasta con le prescrizioni del Piano della Qualità dell’aria di cui la Regione Abruzzo si è dotata».
«Ritengo fuorviante far passare i propri interessi con finalità apparentemente sociali», ha detto,«le dichiarazioni del general manager Giorgio Mazzenga, secondo cui il progetto della Forest può aiutare lo sviluppo turistico di Bomba, contengono una premessa sbagliata. Dunque appare illogico e sconsiderato da parte della multinazionale fare progetti e cercare di coinvolgere le piccole e medie imprese locali, senza prima avere fatto i conti con quelle che sono le norme vigenti in materia ambientale». 


ASSOCIAZONE PARCO MAIELLA COSTA TRABOCCHI:«IL TURISMO VERO NON CONTEMPLA I POZZI»
II presidente dell’associazione di Bed and Breakfast “Parco Maiella Costa Trabocchi” esprime la sua opposizione al progetto progetto Forest Oil – Monte Pallano – Bomba.
L’associazione ha già presentato le sue osservazioni nel procedimento Via e hanno coniato lo slogan “il turista e l’ospite non possono essere ingannati” sottolineando il concetto che il turismo di qualità, che da anni si sta realizzando in Abruzzo  faticosamente e con innumerevoli impegni di tipo economici, non può essere disatteso e distrutto da attività economiche ed imprenditoriali basati sulle estrazioni e raffinazioni di idrocarburi.
«Quantunque», dice Pasquale Cacciacarne, «i dirigenti della Forest Oil vogliono a tutti i costi convincerci della convivenza che le popolazioni locali trarrebbero, a seguito della realizzazione del loro progetto, questo è negato da tutti gli studi sul turismo che individuano in un territorio sano da un punto di vista ambientale, paesaggistico e naturalistico il punto di forza per l’attrazione dei turisti nazionali ed internazionali. Di tutto ciò ne abbiamo la conferma e la certezza dalle parole e dalle indicazioni dei nostri ormai innumerevoli turisti e clienti. Secondo il nostro parere non servono progetti di parchi fluviali, come proposto dal rappresentante della Forest Oil apparsi in articoli di stampa, se oltre “la siepe” i turisti avranno la vista di una centrale di raffinazione di idrocarburi con annessi scenari di pericolosità idrogeologica ed odori di idrocarburi al posto di una sana aria pulita, di cui i nostri turisti sono alla spasmodica ricerca.  Non si parte da Milano per andare a respirare esalazioni nocive anche in vacanza».
«E’ tempo che questa spada di Damocle delle estrazioni di idrocarburi», ha aggiunto, «finisca affinché i nostri investimenti, il nostro lavoro vadano  a buon fine e le nostre perfomances di operatori del turismo non rischino  tracolli, cosa che nemmeno la crisi economica in atto ha decretato. Per questo chiediamo ai nostri politici in qualità di nostri delegati di essere più attivi e di contrastare con forza queste scelte deleterie per il nostro futuro.Oramai l’era petrolifera, come espresso dallo stesso Scaroni presidente ENI a Vasto, ha come prospettiva al massimo un secolo.
Quindi già sappiamo che il prezzo dei prodotti petroliferi saliranno sempre più per una banale legge dell’economia dove si indica che passata la metà della disponibilità di un prodotto i suoi prezzi tenderanno a salire sempre più: quindi è necessario andare verso forme di energia alterantive ed incominciare a lasciare le fonti energetiche classiche».
Insomma meno inganni e più natura.

m.b.

 

ASSOCIAZONE PARCO MAIELLA COSTA TRABOCCHI:«IL TURISMO VERO NON CONTEMPLA I POZZI»

 

II presidente dell’associazione di Bed and Breakfast “Parco Maiella Costa Trabocchi” esprime la sua opposizione al progetto progetto Forest Oil – Monte Pallano – Bomba.

L’associazione ha già presentato le sue osservazioni nel procedimento Via e hanno coniato lo slogan “il turista e l’ospite non possono essere ingannati” sottolineando il concetto che il turismo di qualità, che da anni si sta realizzando in Abruzzo  faticosamente e con innumerevoli impegni di tipo economici, non può essere disatteso e distrutto da attività economiche ed imprenditoriali basati sulle estrazioni e raffinazioni di idrocarburi.

«Quantunque», dice Pasquale Cacciacarne, «i dirigenti della Forest Oil vogliono a tutti i costi convincerci della convivenza che le popolazioni locali trarrebbero, a seguito della realizzazione del loro progetto, questo è negato da tutti gli studi sul turismo che individuano in un territorio sano da un punto di vista ambientale, paesaggistico e naturalistico il punto di forza per l’attrazione dei turisti nazionali ed internazionali. Di tutto ciò ne abbiamo la conferma e la certezza dalle parole e dalle indicazioni dei nostri ormai innumerevoli turisti e clienti. Secondo il nostro parere non servono progetti di parchi fluviali, come proposto dal rappresentante della Forest Oil apparsi in articoli di stampa, se oltre “la siepe” i turisti avranno la vista di una centrale di raffinazione di idrocarburi con annessi scenari di pericolosità idrogeologica ed odori di idrocarburi al posto di una sana aria pulita, di cui i nostri turisti sono alla spasmodica ricerca.  Non si parte da Milano per andare a respirare esalazioni nocive anche in vacanza».

«E’ tempo che questa spada di Damocle delle estrazioni di idrocarburi», ha aggiunto, «finisca affinché i nostri investimenti, il nostro lavoro vadano  a buon fine e le nostre perfomances di operatori del turismo non rischino  tracolli, cosa che nemmeno la crisi economica in atto ha decretato. Per questo chiediamo ai nostri politici in qualità di nostri delegati di essere più attivi e di contrastare con forza queste scelte deleterie per il nostro futuro.Oramai l’era petrolifera, come espresso dallo stesso Scaroni presidente ENI a Vasto, ha come prospettiva al massimo un secolo.

Quindi già sappiamo che il prezzo dei prodotti petroliferi saliranno sempre più per una banale legge dell’economia dove si indica che passata la metà della disponibilità di un prodotto i suoi prezzi tenderanno a salire sempre più: quindi è necessario andare verso forme di energia alterantive ed incominciare a lasciare le fonti energetiche classiche».

Insomma meno inganni e più natura.