LA CRISI INFINITA

Vertenza micron, 500 operai in cassa integrazione

Sel L’Aquila: «assenza di iniziative da parte della Giunta regionale»

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Vertenza micron, 500 operai in cassa integrazione
AVEZZANO. Preoccupazione sulle sorti della Micron di Avezzano. Timori per il futuro lavorativo di 500 operai, a breve, in cassa integrazione.

C’è agitazione nella Marsica da quando l’azienda americana Micron ha parlato della possibile vendita dello stabilimento di Avezzano che dà lavoro a più di1.700 persone.
La Micron di Avezzano è il secondo impianto d’Abruzzo che incide per il 10% nell’export della Regione oltre a raccogliere dipendenti provenienti da tutte le realtà limitrofe comprese la città de L’Aquila e l’area del “cratere”.
La cassa integrazione dovrebbe scattare da lunedì 24. E dovrebbe interessare 500 lavoratori. Della vicenda è stata investita anche la politica nostrana. Il vice presidente del Consiglio regionale, Giovanni D'Amico, ha chiesto l'intervento della Giunta regionale. «Da tempo si parlava di un riassetto aziendale», ha spiegato D'Amico, «ma quello che più preoccupa è il quadro di incertezza rispetto agli acquirenti dello stabilimento, alle prospettive industriali e alle strategie di mercato che potrebbero colpire la stabilità del sistema industriale dell'intera regione Abruzzo, oltre che dell'Italia. Sospetto che nulla sia stato fatto finora e quindi, raccogliendo il preoccupato allarme lanciato dalle organizzazioni sindacali, torno a chiedere l’intervento del presidente Chiodi, certo di poter contare sul sostegno del Pd e di tutte le forze rappresentate in consiglio regionale».

Per Sel L’Aquila la crisi non si può risolvere solo con provvedimenti temporanei ma c’e’ bisogno di un intervento strutturale, di un investimento, che l’azienda ha spesso promesso ma mai realizzato, che rinnovi i prodotti ormai in via di obsolescenza che si producono nello stabilimento marsicano.
Ad esempio, ha ricordato Sel, «in questi giorni si discute della chiusura delle aziende del gruppo Compel (altri 150 lavoratori sulla strada del licenziamento). I provvedimenti inseriti nella riforma del lavoro del ministro Fornero hanno diminuito gli strumenti per agire in queste situazioni rendendo più drammatiche le conseguenze, i primi a pagare saranno i lavoratori della ex-Finmek per cui non esiste più nessun ammortizzatore sociale possibile e a fine anno saranno senza reddito».
Sel è convinta che questa crisi, come quella dell’Alcoa, «metta in evidenza l’incapacità che ha avuto la politica del centrodestra in questi anni di porre in atto politiche di sviluppo concrete, cioè di programmare un futuro per questo Paese e per la sua ripresa economica».
«Spicca l'assenza di ogni iniziativa da parte della Giunta Regionale a supporto della vertenza dei lavoratori e dei sindacati della Micron», ha osservato Sel, «la Regione Abruzzo evidentemente ritiene non centrale la presenza di un grande gruppo industriale come la Micron nella Marsica dimenticando l'enorme portata sociale, occupazionale ed economica di questa azienda multinazionale. Bisogna mettere mano ad un piano strutturato di politica industriale e di sviluppo, con azioni tese a favorire l’occupazione e l’imprenditorialità, oppure il destino dell’intero comparto industriale è segnato».