DIRITTI ED INDUSTRIA

Sevel, la denuncia Fiom: «in azienda i diritti dei lavoratori demoliti »

Il sindacato ha invitato i lavoratori a pianificare iniziative

Redazione Pdn

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Sevel, la denuncia Fiom: «in azienda i diritti dei lavoratori demoliti »
ATESSA. Il sindacato Fiom Cgil ha denunciato il mancato rispetto dei diritti dei lavoratori in casa Sevel.

Nel mirino della sigla ci sarebbero una serie di misure adottate dall’azienda: «il mancato accesso allo stabilimento concesso ai ritardatari, provvedimenti disciplinari inspiegabili, interventi su tematiche e problematiche non di competenza imprenditoriale, un sistema di mobilità selvaggia senza ragioni plausibili».
E non è tutto. Perché, a far arrabbiare ancor di più il sindacato è l’atteggiamento «inquisitore» dei vertici nei confronti dei lavoratori che si avvalgono della legge 104 (quella che permette al dipendente di assentarsi dal lavoro per assistere il proprio caro). Dice il sindacato: «scopriamo che la legge 104 è un diritto opinabile e che la Sevel può decidere di indagare sulle modalità di assistenza che il lavoratore offre al proprio caro, pena il licenziamento». Su questo preciso punto la Fiom ha chiesto alla direzione Sevel un apposito incontro.
«Questo comportamento aziendale», ha rincarato Fiom, «è reso possibile dallo smantellamento del quadro dei diritti e delle regole di gestione delle relazioni che gli accordi vergogna sottoscritti dai “firmatutto” hanno effettuato. Ciò che avviene in Sevel serve inoltre a giustificare i provvedimenti di dubbia correttezza legale ma di certa manomissione del legame tra maestranze ed azienda. Inoltre c'è la totale accondiscendenza oggettivamente rappresentata in azienda da chi non si preoccupa di difendere le lavoratrici ed i lavoratori, ma al contrario pensa alla difesa dei vari “cerchi magici” del potere spicciolo. Pensiamo a come vengono penalizzati coloro che hanno ridotte capacità lavorative, che non trovano sistemazione in postazioni idonee perché occupate da soggetti sani, ma legati agli uomini del sistema».

Una denuncia forte che culmina con un appello ai lavoratori, lavoratrici e vertici aziendali affinchè si parli del problema ricorrendo anche alle ore residue di assemblea sindacale e «si ritorni a discutere di tutte le criticità, si pianifichino iniziative che possano essere capaci di sovvertire questa condizione socio-lavorativa».
Il sindacato Fiom è attivo in casa Sevel solo dal primo agosto. La Fiom, infatti, è stata estromessa perchè non ha firmato il nuovo contratto entrato in vigore il primo gennaio 2012 in tutti gli stabilimenti Fiat d'Italia, contratto che nel caso della Sevel ha disdettato gli accordi precedenti.
Di lì il ricorso della Fiom Cgil di Chieti contro l’azienda, conclusosi con successo per il sindacato.