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Sixty, oggi sciopero. Lavoratori occupano il tetto dell’azienda

Petaccia (Cgil): «l’azienda non vuole dirci chi sono i nostri nuovi rappresentanti»

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Sixty, oggi sciopero. Lavoratori occupano il tetto dell’azienda
CHIETI. Dalle 8.00 di questa mattina cancelli serrati alla Sixty di Chieti.

 I 401 lavoratori dello stabilimento che produce capi di abbigliamento hanno dichiarato lo sciopero per tutta la giornata. Si protesta contro le mancate risposte sul futuro dell'azienda acquisita dalla Crescent Hyde Park (il fondo d’investimento panasiatico con sede alle isole Cayman). Il timore che alberga nei lavoratori riguarda la chiusura dello stabilimento teatino.
A proclamare lo sciopero sono stati i sindacati Femca, Filctem e Uilta. Due delegati della Cgil, Massimo Di Francesco e Marino D’Andrea si sono asserragliati sul terrazzo dello stabilimento dove si trova lo show room.
L’aspetto più curioso della vicenda, stando alle parole del segretario provinciale Filctem-Cgil Chieti Carlo Petaccia, è che i vertici Sixty «non dicono nulla neppure sull’identità dei nuovi rappresentanti (quelli asiatici si intende)».
«Non sappiamo con chi avremo a che fare. Abbiamo chiesto più volte», ha detto Petaccia a PrimaDaNoi.it, «all’amministratore delegato della Sixty Pietro Bongiovanni spiegazioni su chi siano i nostri nuovi interlocutori, incassando picche».
Persino durante l’incontro del 7 agosto al Ministero del Lavoro, alla presenza di organi del Dicastero, dei sindacati e dell’amministratore delegato Bongiovanni (assenti i rappresentanti della Crescent Hyde Park) «il dottor Bongiovanni non si è sbottonato», ha detto Petaccia, «e non rilascia dichiarazioni alla stampa. Eppure in gioco ci sono le sorti dei lavoratori, già passati da 600 a 400 unità».
Intanto Cgil e Cisl e Uil hanno fatto sapere che porteranno avanti la battaglia rappresentando le istanze dei lavoratori presso la Regione e la Provincia.
Lo stabilimento chietino nel corso del 2011 ha visto ridursi in maniera sostanziale il proprio giro d’affari passato da 381,5 milioni nel 2010 a 293 milioni del 2011.
Il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, e il Presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, questa mattina si sono recati presso la fabbrica di Chieti Scalo per esprimere la propria solidarietà agli operai in sciopero e discutere con le rappresentanze sindacali e dei lavoratori.  
«Esprimiamo forte preoccupazione per la disattenzione e il disinteresse manifestati dai vertici aziendali della Sixty nei confronti di uomini e donne che hanno reso grande tale importante realtà produttiva», hanno detto, «il silenzio del nuovo acquirente non è certamente un buon segno per le speranze nostre e dei lavoratori. Come rappresentati degli Enti Locali – hanno rimarcato il Sindaco e il Presidente della Provincia – crediamo che non si possano più chiedere né sacrifici né ulteriore comprensione ai lavoratori e ai sindacati. Riteniamo, a questo punto, che il Ministero del Lavoro, presso il quale da ultimo le parti si sono riunite, debba intervenire a tutela innanzitutto dei lavoratori e quindi del nostro territorio, che non può più subire altre perdite di posti di lavoro con gravissime ripercussioni economiche e sociali che ricadrebbero sull’intero Abruzzo e non solo sulla nostra città».
Il Sindaco Di Primio e il Presidente Di Giuseppantonio hanno già predisposto una nota congiunta da inviare al Ministero del Lavoro con la quale chiedono la riapertura immediata del tavolo tecnico, già riunitosi lo scorso 7 agosto, al fine di avere notizie circa i rapporti intercorsi tra il Ministero e le banche e soprattutto per conoscere quale informazioni la nuova proprietà abbia fornito al Ministero sul futuro dell’azienda.