LA CRISI

Aziende metalmeccaniche, martedì sciopero di 4 ore. Per Honda «numeri preoccupanti»

Sindacati: «raggiunto punto di non ritorno»

Redazione Pdn

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Aziende metalmeccaniche, martedì sciopero di 4 ore. Per Honda «numeri preoccupanti»
CHIETI. La Fiom Cgil provinciale di Chieti ha indetto per domani 4 ore di sciopero, alla fine di ogni turno, in tutte le aziende metalmeccaniche della provincia.

Inoltre il sindacato ha organizzato un presidio, sempre per domani, alle ore 11, dinanzi alla prefettura di Chieti. In una nota della segreteria, la Fiom spiega che le motivazioni dello sciopero riguardano il ddl sul mercato del lavoro, che è un provvedimento «iniquo ed inadeguato, che non migliora la qualità del lavoro nel nostro paese e non aumenterà l'occupazione. Anche alla Camera dei Deputati - prosegue la nota - il Governo imporrà il voto di fiducia sulla legge di riforma del mercato del lavoro ed il Parlamento la voterà, nonostante il sindacato, la Cgil in primo luogo, e molte altre parti sociali abbiano definito questa legge sbagliata e controproducente».
Intanto c’è grosso fermento alla Honda: «c'e' un silenzio assordante sul destino dei 647 dipendenti dei 1.500 lavoratori di 23 aziende dell'indotto, con la produzione in calo del 20 per cento e numeri preoccupanti: allo stabilimento di Atessa siamo arrivati al punto di non ritorno», denuncia invece il segretario provinciale della Uilm, Nicola Manzi, preoccupato dai dati negativi della produzione degli ultimi 60 giorni.
«In soli due mesi la produzione programmata dalla Honda per il 2012 ha perso circa il 20 per cento passando da 75.000 moto a 60.440 - scrive nella nota Manzi - ci sono dati negativi anche per i motori power che da 325.000 scendono a 300.000. I numeri sono preoccupanti e la rappresentanza sindacale ritiene che sia stato raggiunto "il punto di non ritorno", mentre aspettiamo ancora che sia fissata la data per incontrare la proprieta' Honda al Ministero dello Sviluppo Economico. Tutto tace - dichiara il segretario Uilm - salvo un incontro richiesto con largo anticipo dalla direzione locale Honda per il 2 luglio nell'Associazione degli Industriali di Chieti. Intanto, i circa 2.200 dipendenti della Honda e dell'indotto si fermeranno dall'11 luglio al 3 settembre per la cassa integrazione e ferie».
«Mentre la casa madre giapponese si appresta ad assegnare 13 nuovi modelli ad altri stabilimenti, la Honda di Atessa in soli tre anni perde volumi impressionanti scendendo da 180.000 moto a 60.440 e da 800.000 motori power a 300.000 - continua Manzi - la recente visita del presidente della Honda Italia ha confermato tutte le nostre preoccupazioni: la Honda di Atessa non rientra tra le aziende idonee a produrre moto importanti per il mercato mondiale e il prossimo settembre la produzione de motori SH125 e SH150 sara' trasferita in Vietnam. Le nuove politiche industriali della casa madre rischiano di cambiare radicalmente la missione dello stabilimento Honda di Atessa che, dopo aver prodotto per circa 40 anni autonomamente componenti e moto con il supporto delle aziende locali, rischia di trasformarsi in un punto di assemblaggio senza indotto».