ECONOMIA

Abruzzo. 18mila imprese under 35 ma non è ancora una regione per giovani

Nasce il Comitato Giovani Imprenditori Confesercenti

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  Abruzzo. 18mila imprese under 35 ma non è ancora una regione per giovani
ABRUZZO. L’imprenditoria abruzzese, specie nel terziario, è sempre più giovane.


Sono infatti quasi 18 mila gli imprenditori abruzzesi con meno di 35 anni, e la provincia con il numero più alto di imprese guidate da under 35 è Chieti con 5mila 080 aziende, seguita da Teramo (4mila 499), Pescara (4mila 163) e L’Aquila (4mila 096). Il commercio è il settore che incamera la maggior parte delle nuove aperture (27,7 per cento), seguito da quello dell'edilizia (19,3 per cento) e del turismo (8,4 per cento).  E’ per rispondere alle nuove esigenze del tessuto imprenditoriale abruzzese che Confesercenti lancia il Comitato dei Giovani Imprenditori, battezzato a Pescara sotto la supervisione del presidente nazionale Vincenzo Schiavo e del coordinatore Lino Busà, oltre che del presidente regionale di Confesercenti Beniamino Orfanelli e del direttore Enzo Giammarino. Alla guida del Comitato Giovani Imprenditori è stato insediato un gruppo coordinato da Piero Giampietro, nelle vesti di portavoce, e composto da un delegato per ogni provincia: Fabrizio Corazzini (settore abbigliamento, Pescara, affiancato daGiacomo Genchi, sempre del settore abbigliamento), Danilo D’Urbano (settore turismo e ristorazione, Chieti), Domenico Venditti (edilizia, L’Aquila) e Daniele Erasmi(supermercati, Teramo).  Nelle prossime settimane ogni Confesercenti provinciale insedierà il proprio comitato per giungere in autunno all'elezione del presidente regionale e dei presidenti provinciali.
«Confesercenti è la più giovane fra le grandi associazioni imprenditoriali – spiega Giampietro – ed ha voluto costituire un soggetto generazionale con un compito preciso: rappresentare chi, con una quantità enorme di sacrifici e incertezze, prova ad investire su se stesso, sulla propria creatività e sulle proprie idee. Un progetto che vuole coinvolgere imprenditori di prima generazione e chi sceglie di rinnovare e guidare l’impresa di famiglia resistendo alla tentazione di lasciare l’Abruzzo». Una tentazione per la quale le nuove generazioni trovano sempre più ragioni, come evidenzia la ricerca Datagiovani sullo Youth Friendly Index: l’Abruzzo è fra le cinque regioni meno attrattive in assoluto per le nuove generazioni. L’indice analizza il mix fra lavoro, istruzione, demografia e impatto della crisi economica, e la classifica vede l’Abruzzo isolarsi nel contesto del Centro Italia: la graduatoria è guidata dalle vicine Marche e vede nel gruppo di testa anche Umbria, Lazio e Molise. L’Abruzzo è invece la quinta regione meno “youth friendly” d’Italia. A spingere in giù l’Abruzzo c’è anche un altro indice, il Labour Age Gap, che “premia” il ridotto divario fra occupazione adulta e giovanile. In questo caso l’Abruzzo è la terzultima in Italia, in compagnia di Basilicata e Calabria. «Spingendo le istituzioni ad adottare scelte precise in funzione delle nuove generazioni, del fare impresa e del lavoro autonomo anche come risposta attiva alla disoccupazione ed al precariato, e portando innovazione anche fra gli imprenditori» spiega il Comitato Giovani Confesercenti «si può invertire la tendenza di questa regione». Il Comitato sta lavorando, in accordo con la commissione nazionale per l’internazionalizzazione attivata all’interno dei Giovani Imprenditori di Confesercenti, all’attivazione di un primo sportello per consentire alle giovani imprese abruzzesi di cogliere le occasioni che l’Unione Europea, attraverso i bandi comunitari, offre anche ai settori del commercio, del turismo e dell’artigianato.