SALUTE

Effetto crisi, «quadruplicati antidepressivi e boom suicidi»

Si consumano minori quantità di verdure, si risparmia sullo sport

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4888

Effetto crisi, «quadruplicati antidepressivi e boom suicidi»
ROMA. Le incertezze economiche aumentano il carico psicologico legato all'incertezza e così risulta in aumento il consumo di farmaci antidepressivi, cresciuto di oltre quattro volte in una decade.

Passa dunque da 8,18 dosi giornaliere per 1000 abitanti nel 2000 a 35,72 nel 2010. E' il riflesso della crisi economica sulle condizioni di salute - non buone- degli italiani. Un quadro poco rassicurante tracciato dalla nona edizione del Rapporto Osservasalute (2011), un'approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane, presentata oggi a Roma all'Università Cattolica. Pubblicato dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, con sede presso l'Università Cattolica di Roma e coordinato dal Professor Walter Ricciardi, direttore dell'Istituto di Igiene della Facoltà di Medicina e Chirurgia, il Rapporto è frutto del lavoro di 175 esperti di sanità pubblica, clinici, demografi, epidemiologi, matematici, statistici ed economisti distribuiti su tutto il territorio italiano. Numerosi studi dimostrano che l'impatto sulla salute di una crisi economico-finanziaria, quale quella che stiamo vivendo a livello globale, è forte: potrebbe portare a un incremento dei suicidi (i dati mostrano anche per l'Italia un aumento del numero di suicidi tra il 2006, quando i casi registrati erano 3.607 e il 2008, che si chiude con 3.799 casi) e delle morti correlate all'uso/abuso di bevande alcoliche e droghe.
«Oltre al maggior consumo di antidepressivi tout court, si rileva sia in Italia sia negli altri paesi europei una notevole crescita della percentuale di soggetti che hanno ritenuto nell'anno di avere necessità di aiuto psichiatrico e/o psicologico», spiega la professoressa Roberta Siliquini, ordinario di Igiene all'Università di Torino.
«La richiesta di aiuto - prosegue l'esperta- è aumentata del 10% negli ultimi 5 anni (studio Eurobarometer), soprattutto tra gli over-40, lavoratori manuali e disoccupati».
Se aumentano le consulenze psichiatriche e psicoterapeutiche, cresce di pari passo anche il consumo di antidepressivi e «purtroppo - sottolinea Siliquini - ciò deriva anche dalla tendenza, sia da parte dei Medici di Medicina Generale, sia da parte degli psichiatri, a prescrivere l'antidepressivo alla prima richiesta del paziente, che sempre più spesso ne fa domanda, in cerca di una "cura rapida" al suo disagio».
Il quadro di un paese davvero sull'orlo di "una crisi di nervi" viene confermato dall'aumento esponenziale dei suicidi, al maschile nel 77 percento dei casi. Il suicidio «è più diffuso tra gli over 70, che si confermano soggetti deboli», commenta l'esperta, ribadendo il fallimento del sistema sanitario di fronte a un atto simile, scelto per metter fine a dolore e solitudine. Il suicidio è un fenomeno connesso alla salute mentale della popolazione ed i tassi di suicidio risultano essere più elevati tra i celibi e le nubili rispetto ai coniugati. Nel biennio 2007-2008, il tasso medio annuo di mortalità per suicidio è pari a 7,26 per 100.000 residenti di 15 anni ed oltre. Il tasso standardizzato di mortalità è pari a 11,27 (per 100.000) per gli uomini e 3,15 (per 100.000) per le donne, con un rapporto uomini/donne pari a 3,6. Vi è una variabilità geografica marcata, con tassi maggiori nelle regioni del Nord anche se con alcune eccezioni.