ECONOMIA

3G, cassa integrazione per formazione. Dipendenti preoccupati

400 i lavoratori a Sulmona

Redazione Pdn

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3G, cassa integrazione per formazione. Dipendenti preoccupati
SULMONA. L’azienda 3G ha deciso per la cassa integrazione con formazione. I dipendenti (in tutto circa 800 divisi a metà fra i due stabilimenti di Sulmona e Campobasso) continueranno a lavorare e seguiranno corsi professionali.

Preoccupazione espressa da alcuni lavoratori. «Come sarà effettuata la cassa integrazione? Verranno indicate alcune fasce di lavoratori ( livelli contrattuali ) o vigerà una sorta di rotazione di cassa (cioè tutti indistintamente)?», si chiedono in molti.
La società ha comunicato che gran parte dello stipendio dei lavoratori (il 60%) sarà pagato da parte dell’Inps, con contributi e tredicesime che si continueranno a versare. Lo scopo della misura è abbattere i costi del personale, renderlo più competitivo con la formazione e contenere le spese in un momento di crisi.
L’accordo dovrà passare poi al vaglio al ministero del Lavoro e potrebbe entrare in vigore da aprile.
«L’azienda è in salute», ha spiegato Piero Peretti segretario regionale dell’Ugl, «la cassa integrazione in deroga per formazione del personale è sì un ammortizzatore sociale pesante, ma è previsto dalla legge proprio per i call center e affini. I vertici della 3G hanno fatto bene a richiederla e sarebbe da pazzi per noi non firmare un accordo in tal senso, visto che i lavoratori non perdono nulla e che l’azienda ottiene una grossa boccata di ossigeno in un momento così particolare».
Non la pensano così alcuni dipendenti dell’azienda di Sulmona che dicono di aver appreso la notizia a mezzo stampa e di non essere stati informati dai sindacati. I dubbi ed i nodi da sciogliere sarebbero ancora tanti.
Ad esempio, secondo alcuni lavoratori «bisognerà capire come sarà effettuata la cassa integrazione (che giunge dopo la tanto ed ottenuta promozione di livello sugli operatori del call center ma anche dopo la sospensione dei ticket ristorante) e se in un futuro, con il permanere della crisi, superata la soglia dei tre anni può essere tramutata in mobilità-disoccupazione».
La notizia buona, secondo alcuni, «sono i pagamenti dei contributi e tredicesime che verranno pagate dall'azienda anche se bisogna vedere l'eventuale disponibilità della copertura su quanti mesi l'azienda è disposta a versare».