ECONOMIA

Credito con il contagocce: per le imprese un 2011 a passo di gambero

La Cna: «insolvenze altissime, male pure i depositi».

Redazione Pdn

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Credito con il contagocce: per le imprese un 2011 a passo di gambero
ABRUZZO. I record negativi registrati dall’indagine condotta dal Centro studi regionale della Cna sono quelli di Chieti e Teramo.

Un andamento con la retromarcia innestata quello del credito alle imprese nei tre diversi trimestri: perchè dopo i 372 milioni del periodo gennaio-marzo si è scesi ai 200 di aprile-giugno, per precipitare a 162 tra luglio e settembre. Insomma, una sorta di “indietro tutta” scattato nella seconda parte dell'anno che – secondo le prime, credibili indiscrezioni fornite dal sistema dei confidi – potrebbe essere stato solo l'antipasto di una pessima chiusura annunciata del trimestre ottobre-dicembre.
Ed è proprio sul cattivo andamento del terzo trimestre del 2011 che si concentra una parte dell'analisi condotta da Aldo Ronci: perché mentre in tre province su quattro - nonostante le ristrettezze, il segno resta positivo (Chieti +115); Pescara (+57); (L’Aquila +47) -, nella quarta, Teramo, si registra addirittura un decremento in valore assoluto di ben 58 milioni di euro.
Tra i settori produttivi, spicca nell'analisi della Cna la performance compiuta dalle costruzioni (289 milioni di euro in più) ed industria (214), mentre servizi e famiglie produttrici hanno ottenuto aumenti più modesti (nell'ordine dei 113 e dei 68 milioni di euro rispettivamente). Nel settore dell’edilizia, in particolare, soprattutto per la presenza dell'enorme cantiere legato alla ricostruzione del cratere sismico, l'incremento percentuale è stato del 8,72% (contro una media nazionale del 4,59%), mentre industria e servizi hanno segnato valori inferiori agli incrementi italiani.
La scarsità di credito alle imprese fa il paio, nell'analisi del Centro studi della Cna, con il forte livello di insolvenza che ancora caratterizza i rapporti tra banche e clienti e con la caduta dei depositi. Nello stesso periodo, infatti, l’incremento delle cosiddette “sofferenze” (ovvero i crediti divenuti ormai inesigibili dal parte degli istituti di credito verso la propria clientela in difficoltà, ndr) è stato di 364 milioni di euro; appena due milioni in meno dello stesso periodo del 2010 (366), ma molto oltre la soglia del 2009 (227). Tra le province, il maggior incremento è stato registrato a Chieti (115 milioni di euro, con il 26,13%), mentre le altre (Pescara, L’Aquila e Teramo) hanno realizzato incrementi più modesti: 100, 81 e 68 milioni di euro rispettivamente, con percentuali inferiori alla media nazionale (31,45%). E male, come detto, è andata anche sul fronte del risparmio: i depositi, nei primi nove mesi 2011 in Abruzzo, hanno segnato una flessione di 180 milioni di euro, mentre nel 2010 erano cresciuti di 138 e nel 2009 di 1.529. In percentuale, la caduta abruzzese è stata dello 0,78%, a fronte di di un valore medio nazionale dello 0,12%, mentre nel 2010 l’incremento era stato del 1,60% e più basso di quello italiano (0,55%).
«In questa condizione – osserva il direttore regionale della Cna, Graziano Di Costanzo – diventa sempre più stringente la necessità di sbloccare le risorse a disposizione del sistema di garanzia per le imprese, i confidi, come in 15 milioni del Fondo Por-Fesr. Solo immettendo risorse potrà essere frenata questa emorragia, che rischia di compromettere seriamente la capacità del nostro sistema produttivo di competere, a cominciare dalle piccole imprese».