ECONOMIA

Industria Chieti, Fiom: «situazione drammatica»

Superate 5 milioni di ore di cassa integrazione

Redazione Pdn

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Industria Chieti, Fiom: «situazione drammatica»
CHIETI. La Fiom Cgil denuncia la condizione «drammatica» che sta investendo in questi mesi l'industria nella provincia di Chieti.

Le ore di non lavoro per crisi nel settore dell'industria, hanno sforato quota cinque milioni: cassa integrazione ordinaria 2.041.462 ore; cassa integrazione straordinaria 2.110.948 ore; cassa in deroga (Industria ed Artigianato), 1.700.000 ore.

A preoccupare particolarmente è la diminuzione della cassa ordinaria e l'aumento della cassa in deroga, spiega il segretario provinciale Davide Labbrozzi: «il dato dimostra l'avanzamento o per meglio dire, la progressione verso le tappe successive nella gestione della crisi (si esauriscono le risorse presenti in un contenitore e si passa a quelle successive). È evidente un logoramento drammatico del sistema.
La Fiom Cgil, propone alle Istituzioni l'apertura di un tavolo di crisi per fotografare il 2012, anno che, viste le previsioni, potrebbe segnare un punto di non ritorno».
Va aggiunto che, il 30% dell'utilizzo degli ammortizzatori in Abruzzo è riconducibile alla provincia di Chieti con una ripartizione del carico che rappresenta una condizione esplosiva in tutta la Regione.
«Un vecchio detto», continua Labbrozzi, «recitava: "uomo avvisato, mezzo salvato", ma l'impressione che si ha è che alla Politica Partitica ed Istituzionale non interessi quello che potrebbe accadere. Oggi, le aziende possono scegliere tra diverse opzioni: licenziare, chiudere, approfittare della crisi per scippare i Diritti di chi lavora (vedi FIAT) oppure, provare a discutere con il Tavolo Sindacale per un sano utilizzo delle poche risorse rimaste a disposizione».
Le previsione per la produzione nel 2012, secondo le analisi della Fiom Cgil, sono drammatiche: «probabilmente la crisi sarà ancora più pesante e non sembra che questo dato interessi al Sistema Paese; se le Istituzioni sono avvisate, è bene ricordare ad esse che la Società comincia a soffrire oltre il limite di guardia e come avviene quando un fiume supera gli argini, il rischio che la Società straripi è sempre più vicino».