LORETO APRUTINO

Icie Switchboards, lavoratori in sciopero da sei giorni

L’azienda: «motivazioni ridicole e pretestuose»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2265

Icie Switchboards, lavoratori in sciopero da sei giorni
I dipendenti dello stabilimento di Loreto della Icie Switchboards, società molisana del gruppo Pistilli, hanno incrociato le braccia giovedì scorso e la protesta è in atto ancora oggi.

I dipendenti  dello stabilimento di Loreto della Icie Switchboards, società molisana del gruppo Pistilli, hanno incrociato le braccia giovedì scorso e la protesta è in atto ancora oggi.

Secondo loro l’azienda deve indicare il Piano Industriale e deve rispondere alle richieste presentate all'Ufficio del Lavoro. Ma la società ricorda che solo sei mesi fa è stato approvato e sottoscritto dagli stessi lavoratori il Piano Industriale Icie «davanti a tutte le preposte Istituzioni Abruzzesi, anche perché senza tale approvazione l’Azienda non avrebbe mai potuto acquistare lo Stabilimento di Loreto». Per questo ai vertici dell’azienda le motivazioni che hanno portato allo sciopero sono «ridicole e rozzamente pretestuose».
La società ricorda anche che dopo appena un mese dall’acquisto - «senza aver richiesto ed avuto alcun beneficio di finanziamento pubblico» - dello Stabilimento di Loreto, che era destinato alla sicura chiusura, la Icie Sw ha subito una settimana di sciopero per motivi «non ancora spiegati dai lavoratori, nemmeno davanti alle Istituzioni presenti all’incontro presso la Provincia di Pescara». L’incontro si è concluso con la dichiarazione della continuità dello sciopero.  Il giorno dopo, senza che fosse accaduto nulla di nuovo, tutti i lavoratori hanno ripreso l’attività presso lo stabilimento.
Il 30 agosto, presso Confindustria Pescara, alla presenza dei Rappresentanti Sindacali, i Lavoratori di Loreto hanno espresso la volontà di “ricercare altre opportunità occupazionali alternative alla ICIE SW”.
«In questo modo», protesta l’azienda, «hanno contraddetto quanto avevano dichiarato e sottoscritto soltanto tre mesi prima con l’approvazione della cessione dello stabilimento di Loreto. Da questa affermazione è evidente che i lavoratori intendano trovare altre possibilità ed altri datori di lavoro nella pienezza del loro diritto di scegliere e nella massima libertà, ma fino ad oggi sono ancora in forze alla Icie».
Nei mesi di giugno luglio e parzialmente agosto,  la produzione, nonostante la settimana di sciopero, è stata all’altezza ed ha soddisfatto gli ordini dei committenti. Invece, dal mese di ottobre la produzione ha registrato una «gravissima riduzione», dicono dalla società, «con i conseguenti risultati dannosi e pericolosi che hanno determinato, una flessione drastica del fatturato, un calo vitale dei flussi finanziari e problematiche serie nei rapporti con i committenti».

Per fronteggiare questa pesante situazione l’azienda sostiene di essere stata costretta ad impegnare tutte le risorse possibili «anche perché i lavoratori di Loreto si sono rifiutati sempre di fare ore di lavoro straordinario, senza contare che le assenze per malattia nei mesi di ottobre, novembre e soprattutto dicembre, hanno espresso valori di gran lunga superiori ad ogni possibile indice fisiologico».

«Quali sono le vere ragioni alla base di questi comportamenti che, oltre a comportare i gravi e forse irreversibili danni all’azienda, stanno per compromettere i loro stessi posti di lavoro che sono stati salvaguardati con l’acquisizione del giugno 2011?»