Lavoro. Istat:«retribuzioni ferme a febbraio, +2,1% anno»

Alessandro Biancardi

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ROMA., Le retribuzioni contrattuali orarie in Italia sono rimaste ferme su base mensile a febbraio dopo l'incremento dello 0,8% segnato a gennaio.

 L'indice e' risultato in crescita del 2,1% su base tendenziale, come il mese precedente. La dinamica delle retribuzioni e' risultata inferiore a quella dell'inflazione che a gennaio e' stata pari al 2,4%. Gli incrementi maggiori su base annua si sono avuti per i lavoratori del settore delle costruzioni (+4,6%), delle forze armate (+4,3%) e della polizia (+4%). A fine gennaio risultavano in attesa di rinnovo contrattuale circa 6,9 milioni di dipendenti, pari al 52,9% del totale: si tratta del dato piu' alto da maggio 2008.

 Alla fine di febbraio, spiega l'Istat, i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 47,4% degli occupati dipendenti e al 43,5% del monte retributivo osservato. Ministeri, scuola, attivita' dei vigili del fuoco sono i settori che registrano gli aumenti piu' contenuti (+0,6% per tutti e tre i settori). A gennaio erano stati rinnovati 2 accordi (trasporti merci su strada e servizi di magazzinaggio) e ne sono scaduti 5 (servizi di smaltimento rifiuti privati e municipalizzati, commercio, trasporti marittimi e credito). A febbraio, i rinnovi sono stati quattro (agenzia recapiti espressi, scuola privata laica, attivita' dei vigili del fuoco personale nei livelli e direttivi; questi ultimi due relativi al biennio 2008-2009 e, percio', nuovamente scaduti) e nessun accordo e' cessato. Alla fine del mese scorso risultano quindi in vigore 36 contratti, che regolano il trattamento economico di circa 6,2 milioni di dipendenti. Sono in attesa di rinnovo 42 accordi, relativi a circa 6,9 milioni di dipendenti e a un monte retributivo del 56,5%. Le quote di contratti vigenti, ricorda ancora l'Istat, sono molto differenziate, variando da una copertura totale per il settore agricolo, al 93,4% per l'industria e al 22,3% per i servizi privati. A partire da gennaio 2010 sono scaduti tutti i contratti della pubblica amministrazione. L'indice delle retribuzioni orarie contrattuali per l'intera economia, proiettato per tutto l'anno sulla base delle disposizioni definite dai contratti in vigore alla fine di febbraio, registrerebbe nel 2011 un aumento dell'1,7%. Con riferimento al semestre marzo-agosto, in assenza di rinnovi, il tasso di crescita tendenziale dell'indice generale diminuirebbe progressivamente dal 2% di marzo all'1,6% di agosto. A seguito dei rinnovi e delle scadenze registrate nel mese di gennaio, nell'insieme dell'economia la quota di dipendenti in attesa di rinnovo e' pari al 52,9%, con un deciso incremento rispetto a dicembre 2010, quando erano il 37,2%. A febbraio la quota presenta una lieve diminuzione (52,6%). I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto a gennaio sono in media 10, in riduzione rispetto a dicembre 2010, quando erano 14,5. A febbraio si osserva inoltre un aumento di questo indicatore sia rispetto al mese precedente (10,8 mesi) sia rispetto allo stesso mese del 2010 (7 mesi). L'attesa media distribuita sul totale dei dipendenti e' di 5,7 mesi, con un lieve incremento, rispetto a gennaio (5,3 mesi) e significativo rispetto a un anno prima (3,1 mesi).

30/03/2011 11.27