Terremoto, alle imprese danni tra il 10% e il 30% delle attrezzature

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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L'AQUILA. Il rilancio dell’economia locale dentro e fuori il “cratere”: risposte delle imprese manifatturiere della provincia dell’Aquila.

L’indagine sulla Congiuntura è stata l’occasione per porre alle imprese manifatturiere della provincia dell’Aquila alcune domande sul post terremoto che hanno riguardato da un lato il livello di recupero dei danni fisici causati dal sisma sia le misure previste per il rilancio delle attività economiche.

La maggior parte delle imprese ha dichiarato un ammontare di danni non superiore al 10%. L’11% dei rispondenti ha indicato un danno compreso tra il 10% ed il 30%, modesta è stata la quota di imprenditori con danni superiori al 30% delle attrezzature.

Un terzo delle imprese ha dichiarato di aver avviato interventi di riparazione (quasi tutte le grandi imprese) mentre il 46,5% ha dichiarato di non averlo ancora fatto. Tra le imprese che hanno realizzato opere di riparazione il 75% ha dichiarato di aver riparato interamente il danno subito ed il 13% di trovarsi a buon punto. Esiste un residuo 13% degli imprenditori che ha indicato un recupero inferiore al 50%.

Sul ricorso alle misure di sostegno all’economia locale oltre due terzi degli imprenditori consultati ha risposto di non aver fatto alcun uso degli strumenti messi a disposizione.

Il 14% ha indicato un grado di utilizzo modesto, solo il 2,2% ha dichiarato di aver fatto largo ricorso agli strumenti di sostegno predisposti dalle autorità centrali e locali. Circa un quarto del totale non ha risposto o ha dichiarato di non saper rispondere.

Poco più del 38% degli imprenditori considera la Zona Franca Urbana per nulla o scarsamente utile. Il 23% si colloca a metà strada, attribuendo alla ZFU una certa capacità di spinta nei confronti dell’economia locale, il 16% la considera infine molto utile. In generale, quasi tre quarti degli imprenditori intervistati ritiene preferibili strumenti alternativi alla ZFU.

In particolare, la loro preferenza va per lo più agli incentivi in conto capitale, seguiti dagli interventi sulle infrastrutture, poi su formazione e incentivi in conto interessi.

24/03/2011 8.58