Fotovoltaico Abruzzo, 1,5 mln di metri quadri di campi trasformati. Italia Nostra: «porre un freno»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ABRUZZO. L’eccessiva facilitazione introdotta dal Conto energia protrarrà, secondo Italia Nostra, il caro bolletta elettrica.

Non solo, perchè si determinerà anche la frettolosa anticipazione, nel 2011 anziché 2020, del raggiungimento degli obiettivi del Piano di Azione Nazionale di 8000 MW da fonti rinnovabili.

Le domande dello scorso anno per impianti realizzati, o in corso di ultimazione, attraverso la conversione fotovoltaica, ammontano a 5.850 MW.

Nel 2010, quindi, la potenza installata complessiva potrebbe aver raggiunto in Italia 7.000 MW (l’ha reso noto il GSE durante un’audizione davanti alla X Commissione Senato, nell’acquisizione pareri relativi allo schema di Decreto Legislativo sulle rinnovabili). «Tutto questo, invece di essere positivo, aggrava nel nostro Paese il triste primato di consumo del terreno agricolo», denuncia Italia Nostra.

Si rischia così di trasformare completamente il paesaggio regionale. La Regione Abruzzo, l’anno scorso, ha autorizzato impianti fotovoltaici per oltre 500 MW in zone agricole (circa 1,5 milioni di metri quadrati) e, per il 2011, è previsto il raddoppio delle domande.

Le Linee Guida regionali consentono di realizzare impianti fino ad 1 MW di potenza (3 ettari) con la procedura semplificata (il progetto s’intende approvato trascorsi 30 giorni dalla presentazione, in nessun’altra regione vige tale “facilitazione” che ha riguardato il 90% delle superfici fotovoltaiche). È per tale ragione che gli investitori preferiscono l’Abruzzo, dove, ancora una volta, il territorio abruzzese è territorio di conquista.

«Le poche ditte che si occupano di curare le pratiche», spiega Italia Nostra, «possono rivendere i progetti approvati trasferendo i diritti sui terreni. Non stupisce quindi che si preferiscano i terreni agricoli ai tetti. Alcune di queste società hanno sede nei paradisi fiscali».

L'associazione ambientalista chiede di incentivare solo le fonti rinnovabili di energia a minore impatto e di proporre un nuovo decreto sulle rinnovabili (quello appena approvato consente di installare impianti fino ad un 10% delle superfici agricole, cioè fino a 10 miliardi di mq) e leggi regionali che: escludano la collocazione di impianti fotovoltaici sui terreni agricoli e favoriscano il solo insediamento sui tetti, soprattutto in sostituzione delle coperture contenenti amianto e sui capannoni industriali, ai bordi di vie di comunicazione viaria e ferroviaria con lo scopo di costituire anche barriere fonoassorbenti.

23/03/2011 15.42