Aumentano ancora le ore di cassa integrazione in Abruzzo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Le ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps in Abruzzo, nel periodo gennaio-febbraio 2011, sono state 4.327.349.

Un dato peggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando era state 3.156.429 (con un aumento del 37,1%).

Nelle province, in particolare, i dati sono i seguenti: Chieti 1.475.259, L’Aquila 1.692.118 , Pescara 236.552, Teramo 923.420. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, si è registrato un incremento nelle province di L’Aquila e Chieti, mentre una diminuzione c’è stata in quelle di Pescara e Teramo.

Da segnalare, inoltre, l’aumento delle ore di cassa integrazione in deroga (utilizzata dalle imprese prive di ammortizzatori sociali) passata da 876.222 a 2.422.512. Delle 1.457.670 ore di cassa in deroga registrate nella sola provincia dell’Aquila, ben 1.164.690 si sono avute nell’industria, un’ulteriore prova della crisi gravissima che sta interessando questo territorio.

D’altra parte l’aumento complessivo della cassa integrazione in deroga significa che molte imprese hanno già esaurito la cassa integrazione ordinaria e straordinaria.

«La proroga della cassa integrazione in deroga», dice la Cgil Abruzzo, «per tutto il 2011 e gli ulteriori provvedimenti adottati dalla giunta regionale e dal Cicas vanno nella direzione giusta ma non sono sufficienti per fronteggiare una crisi occupazionale a dir poco drammatica: i posti di lavoro già persi in Abruzzo sono otre 33.000, mentre in cassa integrazione ci sono mediamente 16.000 lavoratori».

Sarebbe quindi necessario -per la Cgil- avviare un confronto che porti alla realizzazione di un «“Piano straordinario per il lavoro e l’occupazione” che metta al centro il consolidamento e l’innovazione delle industrie abruzzesi, lo sviluppo e l’ammodernamento di alcuni settori (assetto idrogeologico, economia verde, energie rinnovabili, turismo, manutenzione edilizia ed urbana, banda larga, ecc.), la individuazione di strumenti a favore del lavoro giovanile, la realizzazione di percorsi di stabilizzazione dei lavoratori precari pubblici e privati, la regolamentazione dei tirocini formazioni e degli stage, l’approvazione di una legge regionale contro il lavoro nero e quello sommerso».

10/03/2011 18.37