Fonti rinnovabili, le imprese contestano lo stop imposto dal Governo

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ABRUZZO. Cna e Confindustria: «danni al mercato abruzzese dal decreto che fissa limiti prestabiliti sugli incentivi».

Il decreto legislativo sulle fonti rinnovabili, votato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri, rischia di provocare danni serissimi al mercato abruzzese delle energie alternative, ed alle imprese che hanno scommesso su questa positiva fetta di mercato.

Lo afferma una nota congiunta sottoscritta da Cna Abruzzo e Confindustria Pescara, che sottolineano come il decreto «infranga alcuni principi del nostro ordinamento giuridico, quali la certezza del diritto e il legittimo affidamento».

Infatti, le aziende che hanno presentato richiesta per il titolo autorizzativo successivamente all’1 gennaio 2011, data di entrata in vigore del decreto legislativo, si vedono escluse dalla possibilità di realizzare impianti fotovoltaici, pur avendo programmato investimenti e interventi.

Confindustria Pescara e Cna Abruzzo evidenziano il quadro degli investimenti già posti in essere e che rischiano un blocco assoluto delle fonti di energia rinnovabili: in Abruzzo  sono stati realizzati 3.629 impianti fotovoltaici, capaci di generare 71 mega watt di potenza, con 800 imprese e circa 2mila e 500 addetti.

«Un mercato, il nostro – sottolineano le due sigle associative - partito in ritardo rispetto a quello più vivace di regioni limitrofe, come le Marche, ma che ora rischia addirittura di segnare il passo, proprio a causa dei limiti imposti dalle decisioni dell’esecutivo. Con questa decisione, l’intera filiera produttiva collegata viene messa in crisi, a tutto danno di un settore che ha creato ricchezza e posti di lavoro».

«Di particolare gravità – concludono Cna Abruzzo e Confindustria di Pescara – appare la decisione di modificare unilateralmente, e senza alcuna concertazione preventiva con le forze sociali, il contenuto del terzo “Conto Energia” approvato con un decreto in vigore da appena un paio di mesi:  con il risultato di determinare il blocco degli incentivi a partire dall’1 giugno 2011. In questo modo, si è creata una situazione di grave incertezza e confusione per le imprese che hanno investito nel settore delle energie rinnovabili, seguendo le indicazioni contenute nel tariffario legato al terzo “Conto Energia”».

 09/03/2011 9.36