Mutui: «con aumento tassi stangata fino a 624 euro anno»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ROMA. Un eventuale aumento dei tassi di riferimento da parte della Bce avra' forti ricadute su circa 2,3 milioni di famiglie che hanno contratto mutui a tasso variabile.

Si profila una stangata fino a 624 euro l'anno. A mettere in guardia sono Adusbef e Federconsumatori. 
   In base ai calcoli delle associazioni dei consumatori, le rate dei mutui indicizzati subiranno una stangata variabile, da 11 euro al mese (132 euro l'anno) qualora la Bce dovesse aumentare il costo del denaro di un quarto di punto, a 23 euro al mese (276 annui) nel caso in cui l'aumento fosse di mezzo punto.

Piu' nel dettaglio, se il tasso di un prestito a tasso variabile passasse dal 2 al 2,25 per cento, per un mutuo decennale di 100.000 euro, la rata salirebbe da 920 a 931 euro, mentre qualora la Bce dovesse aumentare di mezzo punto, il rincaro sarebbe di 23 euro al mese, 276 annui, con il costo rateale mensile che salirebbe a 943 euro l'anno.

Maggiori oneri per un mutuo di 100.000 euro di durata ventennale che passerebbe rispettivamente da 506 euro al mese a 518, con un aumento di 12 euro mensili (144 euro l'anno) nel caso di un rialzo dei tassi dello 0,25%; l'aggravio sarebbe invece di 26 euro mensili (312 euro l'anno) nel caso in cui la Bce dovesse aumentare di mezzo punto, dall'1 all'1,50%, il suo tasso di riferimento.

Una maggiore stangata subirebbero i mutuatari con prestiti da 200.000 euro a 10 anni: le rate passerebbero da 1.840 euro mensili a 1.862 (+22 euro al mese, +264 euro annui) nella migliore delle ipotesi; mentre se i tassi dovessero aumentare dello 0,50%,le rate salirebbero da 1.862 a 1.866 euro al mese (+ 46 euro mensili, che significa un maggiore esborso di 552 euro l'anno).

Stangata doppia per un mutuo ventennale di 200.000 euro (dal 2 al 2,50 per cento) che comportera' un aggravio di 624 euro l'anno (+ 52 euro mensili) con un aumento dello 0,50%, mentre nel caso di rincari piu' lievi, la rata mensile passa da 1.012 euro a 1.036 euro (+24 euro al mese; +264 euro l'anno).

L'aumento dei tassi, secondo Adusbef e Federconsumatori, comportera' maggiori oneri per rinnovare lo stock del debito pubblico pari a 281 miliardi di euro in scadenza nel 2011: rispettivamente 125,982 miliardi di euro in Bot; 87,785 in Btp; 30,048 in Cct; 37,301 miliardi in Ctz.

Con un ritocco dello 0,25% dei tassi di riferimento Bce, l'onere maggiore sara' di 550 milioni di euro nel 2011; con un aumento dello 0,50 per cento, l'aggravio potrebbe essere di 1,1 miliardi di euro.

05/03/2011 9.35