Economia, per Chiodi «forte risanamento, ma i fondi pubblici non ci sono più. Ora sta agli imprenditori…»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1633

ABRUZZO. Non poteva essere che un quadro edificante quello illustrato ancor una volta dal presidente della Regione.

«L'Abruzzo oggi è una regione virtuosa, dominata da scelte politiche orientate a contrastare la gravi crisi internazionale, che ha interrotto il lungo ciclo dell'indebitamento ed è decisa a non arrestare la crescita generale del territorio».

 Lo ha detto il presidente della Regione, Gianni Chiodi, intervenendo ieri al convegno sul tema "Teramo nel nuovo Abruzzo - strategie, obiettivi e partenership per lo sviluppo del territorio".

Chiodi ha parlato di risanamento e sviluppo dell'Abruzzo descritto come una regione seriamente preoccupata di creare migliori e più durature condizioni di sviluppo e di benessere economico.

«Non dimentichiamo tuttavia - ha aggiunto - che l'Abruzzo arriva da un progressivo indebitamento che nel 2007 aveva toccato i 4 miliardi di euro tanto da essere classificata come regione più indebitata d'Italia. Tuttavia non abbiamo messo le mani nelle tasche degli abruzzesi per evitare un ulteriore ricorso alla tassazione. Oggi, però, mettiamoci in testa che i fondi pubblici non ci sono più. Bisogna, quindi, cercare di liberare tutte quelle risorse private che possono sostituirsi ai tradizionali investimenti pubblici, se vogliamo evitare in futuro l'aumento delle tasse e la crescita dell'indebitamento, puntando all’utilizzo dei fondi strutturali europei e adottando con vigore la politica del risanamento. Contiamo molto anche sui fondi Fas che speriamo arrivino presto».

 Nel corso del convegno si è parlato di Pianificazione strategica per lo sviluppo economico e sociale del territorio in particolare della città di Teramo: una condivisione dello stato dei lavori di un processo iniziato quando Chiodi era sindaco della città e proseguito con la nuova gestione, sotto la guida di Maurizio Brucchi. Il Presidente si è soffermato a lungo sulla riduzione della situazione debitoria.

«Abbiamo ridotto il debito regionale - ha continuato - senza aumentare le tasse. Il debito è diminuito del 13,8% (oltre 500 milioni di euro), è stato dimezzato il disavanzo delle Asl. Il risanamento in atto, ha consentito di essere indicati, sia nei tavoli ministeriali che sulla stampa nazionale, come modello di gestione oculata un esempio da seguire e un riconoscimento che ci fa molto piacere. In molti casi abbiamo fatto ricorso a soluzioni non sempre condivisibili nell'immediato, molto spesso impopolari ma alla fine, sono certo, si capirà che si è trattato di interventi indifferibili. Non dimentichiamo anche altre condizioni difficili in cui ci siamo trovati ad operare. Il 2009 è stato l'anno del devastante terremoto dell'Aquila che ha colpito l'economia, la socialità, l'imprenditorialità, gli investimenti e lo sviluppo. Ha aggravato una situazione che, come altrove, già risentiva di una forte crisi finanziaria mondiale. Per i prossimi anni, - ha concluso - la strategia politica dell'attuale governo regionale continuerà ad essere improntata sulla selettività della spesa e sul rigore».

26/02/2011 8.39