Gas, Federconsumatori: «rincari in vista»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il Centro Ricerche Educazione e Formazione della Federconsumatori prevede un rincaro delle bollette del gas a partire dal prossimo 1° aprile.

Secondo tali rilevazioni, in assenza di interventi strutturali dell'Authority dell'Energia, si registrerà un aumento di spesa di circa 10 euro su base annua per una famiglia tipo che consuma 1.400 metri cubi di metano all'anno. Aumenti che si vanno ad aggiungere a quelli di +92 euro già registrati nei trimestri del 2010 e di +13 Euro del 1 gennaio 2011.

La bolletta annua del 2011, se continua questo trend di aumenti ininterrotti, rischia addirittura di raggiungere il record raggiunto già nel 2009, quando una famiglia tipo con un consumo di 1.400 metri cubi ha pagato 1.114 euro. La spesa più alta registrata dal dopoguerra a oggi.
La forte spesa annua è legata all'andamento del prezzo del petrolio al quale le tariffe del gas sono legate e indicizzate in modo improprio. Le quotazioni del greggio sono passate dai 10 dollari del 1999 ai 147 dollari del luglio 2008. L'altalena dell'oro nero è continuata fino a raggiungere, oggi, la quotazione di circa 86 dollari al barile. E, pur con l'euro che si è recentemente deprezzato sul biglietto verde, le oscillazioni al rialzo del petrolio rappresentano un pericolo per i bilanci di milioni di famiglie già notevolmente falcidiati dalla grave recessione in atto.
Ma non c'è solo il gioco della domanda e dell'offerta a tenere alto il prezzo del petrolio e le tensioni nei grandi paesi produttori. «Da cinque anni a questa parte la speculazione finanziaria ha fatto la sua parte. E quella sui prodotti petroliferi si riflette automaticamente sul prezzo del gas. Ma si può e si deve fare di più anche sul fronte dei consumatori», commenta Mauro Zanini, vice Presidente Federconsumatori e Responsabile del C.R.E.E.F. - «Per questo chiediamo al Governo l'adozione di alcune misure urgenti per bloccare l'ulteriore aumento delle bollette».

Tra le richieste la riduzione dell'eccessiva imposizione fiscale che incide su ogni metro cubo consumato per il 39% portandolo progressivamente verso la media europea che è del 20%.

«Bisogna poi ridurre l'Iva dal 20 al 10% per le utenze domestiche per tutte le tipologie di consumo. Si potrebbe per esempio prevedere un meccanismo di sterilizzazione automatica dell'Iva legata al crescere del costo della materia prima. In ultimo il governo dovrebbe abolire la cosiddetta tassa sulla tassa, ovvero l'assoggettamento all'Iva delle imposte erariali e delle addizionali regionali, ponendo magari la questione in sede comunitaria».

19/02/2011 13.03