L'allarme della Cisl: «l’Enel Green Power abbandona l’Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ABRUZZO. Il gruppo Enel nel riassetto organizzativo della sua società Green Power dimentica il potenziale economico della Regione Abruzzo derivante dallo sfruttamento delle risorse idriche che alimentano le proprie centrali.

ABRUZZO. Il gruppo Enel nel riassetto organizzativo della sua società Green Power dimentica il potenziale economico della Regione Abruzzo derivante dallo sfruttamento delle risorse idriche che alimentano le proprie centrali.

Lo sostengono il segretario generale della Cisl Abruzzo Maurizio Spina e il segretario generale Flaei Cisl Abruzzo Luciano Lanci.

Le federazioni di categorie Cgil, Cisl e Uil dell’Abruzzo, in una lettera unitaria indirizzata al presidente della Regione Giovanni Chiodi,  hanno denunciato una «mancanza di coerenza» rispetto alle decisioni previste nel riassetto aziendale, che penalizza l’Abruzzo.

L'Enel in un suo documento prevede la razionalizzazione delle strutture presenti nei territori, una riorganizzazione che tiene conto della capacità produttiva e delle potenzialità strategiche di ogni regione prevedendo anche Direzioni regionali, avvicinando i centri decisionali agli impianti. In Italia sono previste la costituzione di sei Direzioni territoriali definite O&M territoriale: Piemonte, Lombardia, Veneto , Emilia-Toscana -Marche, Lazio-Abruzzo; Sud-isole.

«Con l’attuazione di questo nuovo modello organizzativo», spiegano Lanci e Spina, «l’Abruzzo rischia di perdere la sede di Chieti Scalo (attuale Nucleo) che verrebbe sostituita con una sede definita Operation (sede  con prerogative solamente operative).

«Quindi», continuano i due sindacalisti, «non avremmo una Direzione territoriale della società nonostante la nostra Regione produca circa 1100 GigaWatt/ora pari ad 1/7 della produzione nazionale di Green Power (6420 GWh). L’Abruzzo con i tre esercizi presenti (Villa Santa Maria (Ch), Piano D’Orta (Pe) e Morino Aq) rappresenta un Asset importante e strategico per potenza installata pari a 200 MegaWatt e soprattutto per capacità produttiva idroelettrica».

Questo progetto delinea uno scenario futuro per l’Abruzzo senza possibilità di sviluppo economico e occupazionale, denunciano le sigle sindacali.

            La non prevista realizzazione di una Direzione territoriale della società Enel Green Power in Abruzzo comporterebbe: « una perdita di interlocuzione  traAzienda e  Istituzioni; la perdita dell’indotto locale per lavori eseguiti in appalto da imprese abruzzesi».

«Considerando che il prossimo incontro con Enel è previsto per la fine di febbraio è opportuno, prima di tale data, far arrivare un segnale fermo e deciso all’Enel», chiede Lanci, «sostenendo che la nostra Regione non può fornire acqua a chi decide di delocalizzare i centri decisionali altrove, dobbiamo pretendere dall’Azienda l’applicazione uniforme e coerente delle linee guida sopra richiamate anche nei confronti del nostro territorio. Pertanto occorre avanzare nei confronti dell’Enel  Green Power una richiesta ferma e determinata per la costituzione  di un' Unità O&M territoriale in Abruzzo per coordinare la produzione  Idrica, Eolica e Solare».

«Anche quando l’Abruzzo ha motivazioni sufficienti per nuovi insediamenti corriamo il rischio che l’Enel abbandoni il territorio, -conclude il segretario Spina-, è urgente che il presidente della Regione Chiodi e il neo assessore Di Dalmazio incontrino subito la Direzione nazionale della società e che assumano tutte le iniziative possibili affinché l’ENEL possa valorizzare l’Abruzzo e le sue risorse, incidendo in modo efficace su una riorganizzazione aziendale che non penalizzi la nostra Regione attraverso la delocalizzazione del centro Direzionale».

14/02/2011 15.37