Vertenza Bianchi Vending, poche speranze per il futuro dei lavoratori

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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CITTA’ SANT’ANGELO. Restano appese a un filo, ormai sottilissimo, le speranze dei lavoratori della Bianchi Vending di veder salvo il loro futuro professionale.

Il vertice in programma ieri sulla vertenza dell’azienda di Città sant’Angelo non ha infatti portato buone notizie.

«I tempi necessari per salvare la Bianchi Vending sono ormai ridotti all’osso e mi rincresce constatare che a nulla sono valsi i tentativi di mediazione fatti da amministrazioni locali e sindacati per salvare un’azienda, che di fatto, ha anche un buon livello di produttività».

Con queste parole l’assessore al Lavoro e Formazione professionale della Provincia di Pescara, Antonio Martorella, ha infatti commentato l’esito dell’incontro, a cui hanno partecipato i vertici aziendali, la Regione, la Provincia, il Comune di Città Sant’Angelo e i sindacati.

Il presidente della società Eugenio Berenga ha comunicato che si sono affievolite le speranze di salvare il sito industriale angolano, che occupa 77 lavoratori.

Unica possibilità è abbattere i costi di almeno un milione e mezzo di euro l’anno: impresa possibile? Per raggiungere questo obiettivo la società ha posto due condizioni. La prima: ottenere un capannone industriale pagato da Comune, Provincia e Regione. La seconda passa invece per il licenziamento di 35 operai.

«L’ultima speranza – ha aggiunto Martorella a conclusione del vertice - è riposta nell’incontro programmato a breve a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico per il quale abbiamo chiesto di conoscere il piano industriale e nel quale verrà verificato ogni possibile nuovo percorso finalizzato alla risoluzione della vertenza. Come Provincia, insieme alla Regione – ha aggiunto l’assessore - abbiamo cercato di operare una forte mediazione tra la proprietà e i sindacati per cercare di arrivare ad una soluzione, ma quando ci portano a conoscenza del fatto che è tutto il gruppo ad attraversare un forte momento di crisi, che impone un ridimensionamento drastico dell’assetto industriale, allora la situazione si fa davvero delicata».

La vertenza della Bianchi Vending va ormai avanti da mesi, a seguito di paventate ipotesi circa la chiusura dello stabilimento angolano.

Già l'estate scorsa gli operai erano entrati in sciopero contro la possibile chiusura dell'impianto; la protesta era poi rientrata a ottobre, a seguito di un tavolo ministeriale nel corso del quale era stato assicurato che entro febbraio l'azienda avrebbe approntato il piano per uscire dalla crisi finanziaria.

Qualche mese dopo, però, l’allarme era riesploso a causa di un articolo pubblicato su una rivista economica specializzata secondo il quale il piano finanziario varato dalla Bianchi Vending prevedeva la chiusura dello stabilimento di Città Sant’Angelo nel biennio 2012-2014.

Ogni possibile soluzione era stata rinviata al vertice di febbraio che però ha lasciato davvero pochissime speranze agli operai, che ora rischiano definitivamente di perdere il proprio posto di lavoro.

11/02/11 11.22