Confcommercio: «incentivare la "certificazione di qualità"»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Condizione necessaria per rilanciare i prodotti delle nostra regione»

Abruzzo Confcommercio, in una lettera inviata dal suo presidente, Giandomenico Di Sante, alle Autorità Regionali, rimette in campo la richiesta di incentivare la “certificazione di qualità” delle aziende abruzzesi, certificazione che rappresenta un elemento importantissimo per lo sviluppo delle imprese e la tutela degli utenti.

Circa 2.000 aziende in Abruzzo, oltre 72.000 in Italia, quasi 600.000 nel mondo, scrive Abruzzo Confcommercio, hanno intrapreso questo cammino.

Gli standard della qualità ed il conseguente certificato sono riconosciuti in 160 Paesi del mondo. Quasi in tutto il Centro-Nord è operante una legge regionale in materia.

La nostra Regione, continua Abruzzo Confcommercio, è dotata della L.R. n° 99/1999, che evidenzia un interesse per la certificazione del sistema di “gestione integrata”, cioè del sistema di

gestione che tenga conto contemporaneamente della qualità, dell’ambiente e della sicurezza.

Sono previsti contributi in conto capitale per la realizzazione e certificazione di sistemi di qualità aziendali (UNI-EN-ISO 9000) e sistemi di gestione ambientali (UNI-EN-ISO 14.000). La legge si configura come “multisettoriale”, escludendo, senza alcuna ragione plausibile, settore “Commercio”.

Nel 2000 la Regione Abruzzo ha dato attuazione alla citata legge attraverso la Fira, ma la maggior parte delle richieste è rimasta inevasa per insufficienza dei fondi stanziati.

Il fatto che molti progetti, pur inseriti in graduatoria, non siano stati finanziati per carenza di fondi, dimostra il particolare interesse delle imprese abruzzesi per la certificazione di qualità.

Dal 2002, però, la legge non è stata più rifinanziata.

Abruzzo Confcommercio ribadisce, pertanto, la necessità di rifinanziare la L.R. N° 99/1999 previo inserimento, naturalmente, del settore “Commercio”.

L’Associazione si rende conto che le risorse regionali sono esigue, «ma proprio per questa ragione,

afferma, che bisogna fare delle scelte oculate se si vuol incrementare il pil del nostro territorio. L’Abruzzo non può restare indietro rispetto alle altre Regioni del Centro-Nord, che stanno dedicando al problema molte attenzioni, conclude Abruzzo Confcommercio, se non si vuole mettere le imprese abruzzesi in condizioni di inferiorità nella sfida del futuro, basata sulla “certificazione di qualità”».

07/02/11 10.08