Banca condannata per usura: restituirà 529 mila euro a imprenditore ortonese

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ORTONA. Il Tribunale ha accertato che un istituto di credito per 5 anni ha praticato «usura» nei confronti di un imprenditore al quale adesso spetta un maxi risarcimento

 

Con sentenza del tribunale di Ortona, numero 77 del 2010, estesa dal giudice Rita Carosella ad un imprenditore immobiliare di Ortona, è stata decretata la restituzione di ben 421.441,87 € di «illegittimi interessi, spese e usura», più ulteriori 107.751,90 € di interessi legali e rivalutazione monetaria per un totale di 529.193,77 €.

Il caso è stato seguito dallo sportello Sos Utenti che oggi festeggia (ma non svela il nome dell'istituto di credito condannato) e parla di «pioggia cospicua di risorse finanziarie sulla imprenditoria ortonese, che nessuna provvidenza regionale riuscirebbe a totaliare».

L’associazione a cui si è rivolto l'imprenditore, con la difesa legale dell'avvocato Maurizio Mililli e

la consulenza e assistenza tecnica del proprio presidente, esperto e teorico in materia di disciplina bancaria, Gennaro Baccile, sottolinea la «chiara, articolata e ben argomentata» sentenza scritta dal giudice Rita Carosella. Il giudice, infatti, richiama spesso la completa e corretta consulenza del suo Ctu (Consulente Tecnico D’Ufficio), Fabio Falasca.

La difesa tecnica che aveva citato in giudizio la Banca e chiesto la restituzione di 292.807,68 €, è riuscita a far riconoscere all'imprenditore quasi il doppio dell'importo richiesto.

Il giudice Carosella ha riconosciuto, infatti, all'imprenditore tutti gli interessi superiori a quelli legali, tutte le Commissioni di Massimo Scoperto, tutte le spese e tutte le Valute illegittime, annullando la capitalizzazione degli interessi, e riconoscendo la restituzione del maltolto sin dall'inizio del rapporto, risalente all’anno 1983.

«Di particolare rilievo», riferisce Gennaro Baccile, «è che il Tribunale abbia accertato che la Banca per 5 anni (dall’1 ottobre del 1999 al 30 settembre 2004) abbia praticato «usura» nei confronti dell'imprenditore. Da ciò anche il riconoscimento degli interessi legali per quel periodo».

«Altro particolare rilevante», sottolinea ancora Baccile, «è che nel corso di causa la Banca aveva offerto poco meno di 100.000 Euro all’imprenditore, per indurlo a desistere dalla lite».

Con una sua accurata relazione tecnica Baccile ha però dimostrato l’incongruenza dell’offerta, consigliando di non accettare e di proseguire.

«Importantissime», dicono ancora con soddisfazione dallo sportello Sos Utenti, «le ragioni che hanno determinato la condanna della Banca: è stata sentenziata la nullità dei contratti stipulati e delle condizioni pattuite perché sovrastate dalle condizioni “uso piazza”»

 

10/09/2010 9.54